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L’importanza dell’acqua per le piante da orto

L’importanza dell’acqua per le piante da orto

L’acqua gioca un ruolo cruciale per i vegetali e per tutti gli esseri viventi. Di tutte le risorse di cui la pianta ha bisogno, l’acqua è la più abbondante e limitante. Nei tessuti di piante in piena crescita il suo contenuto può superare il 90%.

La fotosintesi clorofilliana è alla base della vita!

Cos’è la fotosintesi clorofilliana?

È il processo chimico con cui le piante producono il loro nutrimento. La clorofilla è una sostanza della foglia che cattura l’energia del sole e la trasforma in energia chimica. Grazie alla luce solare l’anidride carbonica e l’acqua si trasformano in glucosio (linfa elaborata) ed ossigeno. Quest’ultimo viene liberato nell’aria mentre la pianta utilizza la linfa elaborata come fonte di nutrimento.

L’utilizzo più importante dell’acqua in agricoltura è l’irrigazione che costituisce la risorsa principale per produrre cibo.

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Tutte le funzioni vitali della pianta necessitano di acqua: fotosintesi, respirazione, accrescimento e moltiplicazione cellulare, assorbimento radicale, traslocazione e trasformazione degli elementi nutritivi.

Un’adeguata disponibilità di acqua è fondamentale alla pianta anche per impedire il surriscaldamento dei suoi tessuti. Infatti, tramite la traspirazione, le piante mantengono la temperatura al di sotto della quale le cellule morirebbero. Il livello critico varia da specie a specie, si parla di 32-34°C per pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo e zucchino. Quindi è fondamentale non far mancare acqua alle piante anche per impedire i danni da caldo.

L’acqua necessaria è quella sufficiente per bagnare il volume di terreno interessato dalla maggior parte delle radici. Ovviamente è difficile stabilire a priori quante volte irrigare e per quanto tempo.

Può dipendere da:

  • Tipo di terreno: più un terreno è argilloso e maggiore è la sua capacità idrica;
  • Temperatura dell’aria: più è caldo e più aumentano le perdite dal suolo (evaporazione) e dalla pianta (traspirazione);
  • Piovosità: aumenta le riserve idriche del terreno;
  • Ventosità: la presenza del vento aumenta le perdite d’acqua dal terreno e dalle foglie;

L’apparato radicale occupa soprattutto la parte più superficiale del terreno dove si trovano ossigeno, elementi nutritivi e microrganismi terricoli. Quando la pianta è piccola è quello superficiale lo strato esplorato dalle radici; a mano a mano che procede la crescita le radici possono raggiungere la profondità di 20-30 cm per cui l’irrigazione dovrebbe raggiungere quella profondità.

Detto questo è indispensabile mantenere l’idratazione del terreno il più a lungo possibile e cercare di reintegrare le perdite per evaporazione e traspirazione.

L’analisi visiva è quella che ci dà un valido aiuto nel rilevare eventuali sintomi di sofferenza delle piante per carenza idrica. Il colore più scuro della foglia, la curvatura a cucchiaio della lamina fogliare (fragola, zucchino, peperone, pomodoro), la posizione parallela anziché perpendicolare ai raggi solari delle foglie (fagiolo), lievi appassimenti (cetriolo, lattuga) sono sintomi dello stato di sofferenza della pianta.

Tutte le piante da orto hanno importanti esigenze idriche per essere produttive. Nelle prime fasi del loro sviluppo tutti gli ortaggi soffrono la scarsità d’acqua dopodiché alcune la tollerano meglio di altre. Ad esempio, cipolla, porro, cavolfiore, verza, radicchio sopportano la carenza di acqua meglio di lattuga, cetriolo, zucchino, peperone, patata.

Somministrando meno acqua rispetto al fabbisogno della pianta si possono avere delle alterazioni del metabolismo per cui:

  • Piante meno sviluppate con foglie ingiallite;
  • Fiori che cadono (es. pomodoro, melanzana, cetriolo)
  • Produzione accelerata di frutti che saranno più piccoli e con meno semi (es. peperone, fagiolo);
  • Ciclo produttivo più veloce e raggiungimento della maturazione fisiologica (che non coincide con quella commerciale);
  • Piante più sensibili agli stress biotici (dovuti a parassiti) ed abiotici (dovuti a condizioni climatiche);

Radici che degenerano e perdono la capacità di assorbire acqua.

Nel caso in cui il terreno manifesti una buona capacità drenante non c’è nessun problema: le radici delle piante dispongono di adeguate quantità di acqua ed ossigeno per cui l’acqua in eccesso viene allontanata per percolazione.

Se invece il terreno risulta compatto, in presenza di grandi quantità d’acqua questa tende a riempire gli spazi destinati all’aria con conseguente asfissia radicale ed impossibilità da parte delle radici di assolvere alla loro funzione principale di assorbimento.

A prescindere dalla tipologia di irrigazione (a pioggia, a goccia) che si intende adottare nel nostro orto la cosa importante è non fare mai mancare acqua di giorno ovvero nel periodo della giornata in cui ci sono le condizioni per lo svolgimento della fotosintesi e le perdite d’acqua per evaporazione.

Quindi:

  • Irrigazione serale o notturna: rende minime le perdite per evaporazione (di notte l’umidità dell’aria è maggiore rispetto al giorno). Meglio comunque evitare di irrigare a pioggia per impedire che la vegetazione resti bagnata tutta la notte e favorisca l’insorgenza di malattie fungine e batteriche che beneficiano di questa condizione.
  • Irrigazione di primo mattino: può essere prevista a pioggia visto che la bagnatura sulla vegetazione persisterà poco in seguito all’intensa evaporazione favorita dall’insolazione.
  • Irrigazione a giorno inoltrato (tarda mattinata, mezzogiorno, pomeriggio) è in ritardo rispetto alle esigenze della pianta (la scarsità di acqua di giorno diventa il fattore limitante della fotosintesi).

Non è consigliabile lasciar passare troppo tempo tra due bagnature successive, si potrebbe rischiare che il terreno si disidrati molto con conseguente stress idrico per le piante.

  • Su pomodoro è frequente, per quanto riguarda le varietà a frutto allungato o il tipo Cuore di bue, la fisiopatia (malattia di natura non parassitaria) del “marciume apicale”. Si presenta come un annerimento della parte apicale del frutto ed è imputabile ad uno squilibrio nutrizionale (carenza di calcio in particolare) associata ad una gestione errata dell’irrigazione. Anche in questo caso irrigare nel modo giusto, con costanza e senza eccessi può aiutare nella prevenzione di questa problematica, associando contestualmente concimazioni regolari a base di calcio durante la fase di produzione dei frutti.
  • Su certe varietà di pomodoro si riscontrano delle spaccature durante la maturazione del frutto quando, dopo la pioggia e il successivo periodo di carenza d’acqua, i frutti assorbono quantità di acqua tali da “gonfiare” velocemente lacerando la buccia. Successivamente la spaccatura viene cicatrizzata grazie alla produzione di uno strato di sughero.

A questo punto cosa si può fare?

La soluzione è sempre quella di mantenere una idratazione costante nel terreno con bagnature regolari e adeguate evitando di far trascorrere troppo tempo tra due irrigazioni successive.

Metodi per risparmiare acqua

L’acqua si sa è un bene prezioso per cui è meglio non sprecarla e garantirne un’adeguata gestione.

  • Quest’anno, a differenza di quello passato, abbiamo una buona disponibilità di acqua piovana, un bene gratuito che potremmo pensare di raccogliere in appositi contenitori per utilizzarlo proprio per l’irrigazione.
  • Un ottimo metodo per trattenere l’acqua, soprattutto nella stagione estiva, è l’utilizzo della pacciamatura, un metodo che prevede la copertura del terreno dove si semina o si trapianta con del materiale inerte tipo aghi di pino, segatura, corteccia, paglia oppure teli a maglie intrecciate affinché l’umidità venga trattenuta quanto più possibile.
  • L’aumento di humus nel terreno migliora la capacità di ritenzione idrica e rende meno necessari gli interventi irrigui. La fertilità del terreno si mantiene incorporando fertilizzanti capaci di produrre cospicue quantità di humus, tra questi si ricordano il letame, lo stallatico (miscele di letami disidratati e pellettati) e la pratica del sovescio ovvero l’interramento di materiali vegetali di particolari colture seminate e cresciute appositamente sul posto.

Articolo di Elisabetta Massi

Fonte:

BIBLIOGRAFIA

Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica

Colture Protette – Romano Tesi