Cosa si intende per Concimazione Fogliare?
Di norma i vegetali si nutrono attraverso le radici. Anche le parti aeree delle piante, e in particolare le foglie, sono però in grado di assorbire rapidamente gli elementi nutritivi sciolti in acqua.
Cosa si intende per concimazione fogliare?
La concimazione fogliare consiste nel somministrare la soluzione nutritiva attraverso l’apparato aereo delle piante, anziché attraverso l’apparato radicale. Questa tecnica si è diffusa sempre di più negli ultimi anni quasi a diventare indispensabile in certe situazioni.
Si tratta di apportare gli elementi nutritivi spruzzando la soluzione nutritiva sia sulle foglie che sugli steli. L’efficacia di questa tecnica per alcuni elementi nutritivi e per alcune fasi di sviluppo può essere superiore di 8-10 volte rispetto alla concimazione via radicale.
La risposta della pianta dipende da:
- specie;
- titolo del concime;
- concentrazione della soluzione nutritiva;
- frequenza delle applicazioni;
- fase di crescita della pianta.
Si deciderà il titolo di concime più adatto alla fase vegetativa in cui si trova la pianta. Visto che la quantità di nutrienti che essa è in grado di assorbire per via fogliare risulta inferiore al suo fabbisogno, si consiglia di adottare le applicazioni fogliari come integrazione alla concimazione radicale, soprattutto in determinate fasi di sviluppo.
Quando si consiglia?
La nutrizione fogliare è una soluzione eccellente quando l’apparato radicale della pianta non funziona in modo adeguato perché poco sviluppato o in seguito ad un attacco parassitario. Inoltre, risulta ideale quando la capacità di assorbimento delle radici è compromessa da fattori come terreni eccessivamente freddi, un pH elevato, forte competizioni delle infestanti o presenza di nematodi. I fogliari sono perfetti anche come strumento preventivo per evitare e/o contenere situazioni di stress.
Un caso tipico è quando il terreno trattiene gli elementi nutritivi, perché contiene quantità elevate di particelle argillose, o di carbonati, oppure in caso di squilibri tra elementi nutritivi, laddove l’eccesso dell’uno blocca la disponibilità di un altro importante elemento (es: Potassio/Magnesio; Potassio/Calcio; Ammonio/Calcio).
La concimazione fogliare è anche molto utile e importante in tutte quelle fasi in cui si hanno picchi di richieste nutritive che la radice, pur in piena efficienza, non è in grado di soddisfare: ad esempio, le fasi che precedono e seguono la fioritura (es. boro); o per aiutare la pianta a disporre dove servono degli elementi che hanno difficoltà ad essere traslocati (es. calcio), soprattutto in certi particolari momenti in cui stentano ad arrivare agli organi che ne hanno bisogno.
Meccanismo di assorbimento degli elementi nutritivi.
Se si considera la parte aerea della pianta gli elementi nutritivi penetrano principalmente nelle foglie e secondariamente nei frutti, mentre le parti legnose ne assorbono solo una quantità trascurabile. L’assorbimento è maggiore nelle foglie giovani rispetto a quelle adulte.
L’assorbimento degli elementi sulla superficie fogliare avviene attraverso la cuticola, l’epidermide, il tessuto a palizzata, oppure attraverso gli stomi. La traslocazione avviene tramite la linfa elaborata nel floema.
Le aperture fogliari sono molto piccole, per questa ragione è molto importante la dimensione delle molecole; quelle troppo grandi difficilmente potranno beneficiare di un trasporto passivo all’interno della foglia.
Affinché un elemento possa essere assorbito è estremamente importante che rimanga sulla foglia per un periodo relativamente lungo e che non venga dilavato, che la bagnatura sia ben eseguita ovvero omogenea in modo che la superficie di contatto della goccia contenente il principio attivo copra la maggior parte di superficie fogliare.
La velocità di assorbimento degli elementi sulla superficie fogliare dipende dall’elemento stesso; l’azoto, il potassio e il magnesio vengono assorbiti al 50% di quanto somministrato nel giro di qualche ora, il fosforo ha bisogno da 1 a 5 giorni per essere assorbito al 50%, il calcio di 1-2 giorni, il ferro di un giorno per essere assorbito al 10% e di 10-20 giorni per il resto; il manganese e lo zinco di 1-2 giorni, lo zolfo di 8.
A questo punto è bene fare attenzione alle piogge che seguono il trattamento che potrebbero dilavare il prodotto rendendo vana la somministrazione.
All’interno della foglia gli elementi differiscono per la diversa modalità di traslocazione; sono molto mobili azoto, potassio, fosforo, zolfo e cloro, mentre poco mobili sono lo zinco, rame, manganese, ferro e molibdeno.
Va comunque ricordato che sciogliendo un qualunque concime nell’acqua si aumenta la salinità di quest’ultima (conducibilità elettrica), anche se in maniera variabile in funzione delle caratteristiche dei diversi concimi; ne deriva quindi il rischio di ustione fogliare. Di conseguenza si dovrebbero impiegare concentrazioni ridotte di fertilizzanti, che dipendono dalla sensibilità delle diverse colture. Particolare attenzione deve essere posta nella concimazione fogliare delle piante ornamentali, poiché anche piccole ustioni riducono drasticamente la bellezza delle piante e quindi il loro valore commerciale.
Quando è meglio effettuare la concimazione fogliare?
Il consiglio generale è quello di effettuare il trattamento la mattina presto o al tramonto quando le foglie si trovano in pieno turgore, oppure dopo una pioggia. L’aggiunta di un bagnante può favorire l’adesione del prodotto alla superficie fogliare evitando il dilavamento.
La concimazione fogliare deve essere considerata una valida integrazione alla concimazione radicale, non può sostituirla in toto poiché non basterebbe alla nostra coltura per produrre i suoi frutti.
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