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Crisantemo Reciso: Un Capolavoro di Natura e Coltivazione

Crisantemo Reciso: Un Capolavoro di Natura e Coltivazione

Non tutti sanno che il crisantemo reciso, con cui siamo soliti adornare le tombe dei nostri cari nel periodo della commemorazione dei defunti, è un fiore con una coltivazione lunga e particolare.

Il crisantemo appartiene alla famiglia botanica delle Asteraceae o Composite con più di 1.000 generi e 20.000 specie botaniche. Quello che noi consideriamo un fiore è in realtà un’infiorescenza a capolino ovvero un insieme di centinaia di fiori che si sviluppano in un’infiorescenza composta.

Le tipologie di Crisantemo

A livello commerciale i Crisantemi vengono suddivisi in base alla tipologia di pianta/fiore che verrà prodotta e di conseguenza in base alle diverse pratiche utilizzate al fine di ottenerla. Sotto questo aspetto i Crisantemi sono suddivisi in:

  • Fiore Unico: laddove la produzione punta all’ottenimento di un minor numero di fiori per pianta ma di dimensioni più grandi; attraverso l’eliminazione dei bottoni fiorali indesiderati si ottiene un fiore per stelo.
  • Crisantemina o Spray: mantenendo più bottoni fiorali si ottiene una produzione di molti steli per pianta con un numero maggiore di fiori ma di dimensioni minori rispetto al fiore unico.
  • Santini o Micro: maggior numero di fiori per pianta rispetto agli Spray e di dimensioni minori.
  • Vaso Fiorito: composizioni simil spray allevate in vaso.

All’interno di questi quattro macrogruppi si possono trovare ulteriori suddivisioni in base all’aspetto strutturale del fiore:

  • Dalia: ricorda appunto il fiore della Dahlia, tuberosa perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae; in generale questa tipologia si trova esclusivamente nel gruppo del Fiore Unico ed è caratterizzata dall’avere il fiore di dimensioni notevoli rispetto a tutte le altre tipologie di Crisantemo. L’assortimento varietale consta di un’immensa variabilità di colori.
  • Deco o Decorativo: il fiore molto simile alla tipologia Dalia ma di minore dimensione; può essere presente sia nel Fiore Unico che negli Spray e Vaso Fiorito. Anche in questo caso l’assortimento dei colori è molto vasto.
  • Pompom: tipologia di fiore comunemente molto associata al crisantemo; il fiore generalmente di colore bianco o giallo e di forma sferica ricorda appunto i “Pompom”. Fra le più comuni si ricordano le varietà “Ping Pong” e “Boris Becker”. Sono presenti in tutte le forme di Crisantemo, dai fiori unici ai vasi fioriti.
  • Palla: fiore che ricorda una dalia ma di forma sferica; anche in questo caso le dimensioni del fiore sono maggiori rispetto alle altre tipologie; le varietà più comuni sono di colore bianco e giallo, ma sono presenti anche Crisantemi a palla verde, rosa, arancio e violetto. La varietà più comune è il “Mayshoesmith”.
  • Spider: forma di Crisantemo molto particolare, la composizione strutturale del fiore ricorda appunto la forma di un ragno. È una tipologia di fiore molto ricercata e molto decorativa, che può ricoprire un mercato diverso rispetto a quello esclusivo per il periodo dei Santi.
  • Margherita e Anemone: forme legate alle tipologie Spray e Santini. Il nome di queste tipologie riconduce alla forma del fiore citato; gli pseudo-petali formano la struttura fiorale lasciando al centro il “bottone” che può assumere diverse colorazioni.

La coltivazione del crisantemo reciso

Le talee radicate in cubetti di torba, provenienti da vivai specializzati in propagazione, vengono trapiantate nel mese di giugno su terreno preparato in “porche” e livellato, su cui viene solitamente posta una rete di plastica a maglie ancorata ad ognuna delle due estremità a quattro pali di legno ben piantati a terra.

Le piantine vengono trapiantate in ogni foro della rete disponendole su due file parallele. La rete verrà sollevata a mano a mano che le piante cresceranno per tenerle ben separate ed impedire che si allettino quando avranno raggiunto altezze importanti.

Dopo circa 7-10 giorni, ovvero quando viene superata la crisi da trapianto, le piantine vengono spuntate a 4-

5 cm di altezza per eliminare la dominanza apicale, così da favorire l’emissione di due o tre germogli che porteranno a due-tre steli fiore a fine coltivazione.

Nelle prime fasi di coltivazione, dopo l’attecchimento delle piantine, è necessario somministrare concimi a prevalenza azotata per favorire la crescita vegetativa. Si continua con concime a base di azoto e potassio per una crescita equilibrata, si favorisce la fioritura col fosforo e verso fine ciclo si somministra potassio che servirà a rendere il fiore più bello e di colore più intenso.

La particolarità del crisantemo è il suo essere una pianta brevidiurna ossia ha bisogno di meno ore di luce (10 ore) rispetto al buio (14 ore) per fiorire, per cui la pianta fiorisce quando la notte è più lunga del giorno. La coltivazione alle nostre latitudini avviene in estate per cui è necessario forzare le condizioni ambientali oscurando la coltura stendendo un telo plastico nero sia orizzontalmente che lateralmente, dalle ore 18 alle ore 8 della mattina successiva, da metà agosto circa a metà settembre.

Il crisantemo è una pianta molto sensibile agli attacchi di funghi ed insetti patogeni per cui è indispensabile effettuare trattamenti frequenti con prodotti agrofarmaci. Le malattie fungine a cui bisogna fare particolarmente attenzione sono la verticillosi, la fusariosi, e la ruggine bianca. Tutte e tre particolarmente aggressive per cui vanno prevenute in quanto i sintomi si manifestano quando è veramente difficile risolvere la situazione.

Tra gli insetti in grado di generare danni estetici e fisiologici si ricorda lo “striscino”, larva di una piccola mosca che scava delle gallerie nelle foglie, e il tripide delle serre che, con le sue punture, causa una crescita irregolare, deformazione delle gemme, decolorazioni e striature sui petali dei fiori, oltre a trasmettere pericolosi virus che porterebbero la pianta alla morte. Insidiosi anche gli acari (ragnetto rosso) per le decolorazioni caratteristiche su foglie e fiori e gli afidi (pidocchi) che, oltre a causare ingiallimenti e ritardi di crescita, producono melata favorendo la fumaggine (fungo che si presenta come polverina nerastra sulle foglie) e deprezzando il fiore.

Durante la coltivazione fino alla fase di formazione del bocciolo fiorale si dovranno programmare trattamenti con prodotti regolatori di crescita (nanizzanti) in modo da avere una fioritura uniforme e far sì che la distanza tra le foglie sia ridotta al minimo ed ottenere così una pianta più compatta e robusta.

Come si può notare la coltivazione del crisantemo reciso non è per nulla semplice, richiede investimenti importanti sia per quanto riguarda le piantine sia per i fertilizzanti e i prodotti per la difesa nonché per le cure colturali che richiede. Pertanto, quando acquistiamo un crisantemo, non lamentiamoci per il prezzo troppo alto ma teniamo conto del lavoro immane che c’è dietro questo fiore speciale.

Articolo di Elisabetta Massi