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Il ruscus e la sua coltivazione

Ruscus (Danae Racemosa L.)

Le coltivazioni di fronda ornamentale hanno assunto negli ultimi decenni una crescente importanza nel panorama floricolo italiano. Un posto di primo piano è rappresentato dal Ruscus, la cui coltivazione come fronda recisa risale agli anni ’20 del secolo scorso in Liguria, per poi diffondersi su larga scala anche in altri comprensori italiani moltiplicando la sua superficie coltivata.

La crescente importanza della coltura e la necessità di una specializzazione degli operatori hanno prodotto nel tempo una richiesta di maggiore conoscenza delle esigenze e delle potenzialità colturali di questa specie, al fine di ottenere produzioni superiori sia in termini di quantità che di qualità e di razionalizzare le operazioni colturali attraverso una corretta gestione della pianta.

Descrizione della pianta

Il Ruscus appartiene alla famiglia delle Liliaceae (oppure Asparagaceae secondo altre classificazioni); è una specie erbacea sempreverde, originaria del Nord della Siria e dell’Iran ed introdotta in Europa nel 1713. Si caratterizza per la presenza di steli ramificati (le fronde) con un asse centrale robusto ed eretto, con ramificazioni che portano 2-10 fillocladi (steli appiattiti con aspetto di foglie) laterali inseriti con disposizione alterna; l’apice della singola ramificazione reca l’infiorescenza oppure è abortito.

L’altezza della fronda varia da 10-15 cm nelle piante più giovani, fino ad arrivare a 120 cm su piante adulte e vigorose con numero di fillocladi che varia da 10 ad oltre 300.

Gli internodi hanno la lunghezza maggiore nella parte basale e mediana della fronda e minore in quella apicale. I fillocladi sono di forma ovato-lanceolata leggermente asimmetrici di colore verde scuro, lucidi; le loro dimensioni sono maggiori nella parte mediana e basale della fronda e minori nonché di forma più allungata nella parte apicale.

Il fiore è un’infiorescenza composta da 2-7 fiori bianco giallastri brevemente peduncolati e il frutto è una bacca sferica che maturando diventa color rosso arancio di consistenza carnosa di 1-1,5 cm di diametro.

La parte sotterranea della pianta comprende un corto rizoma (n.d.r. fusto modificato sotterraneo con andamento orizzontale) su cui sono inserite numerose gemme di colore bianco giallastro disposte in gruppi, esternamente ricoperte da squame.

Le radici sono carnose, spesse e robuste di colore biancastro, poco ramificate ed inserite su tutta la lunghezza del rizoma.

Le fronde emergono dal terreno in un periodo molto ristretto (fine marzo-metà aprile); inizialmente hanno l’aspetto dei turioni come nell’asparago, con le ramificazioni ricoperte dalle scaglie (che rappresentano le vere foglie).

Propagazione

Il Ruscus si riproduce per seme prodotto annualmente, la raccolta di esso si effettua tra febbraio e marzo quando la bacca è rossa e leggermente raggrinzita. La semina avviene a marzo dello stesso anno, dopo aver ripulito bene i semi dai tegumenti. Il letto di semina deve essere preparato su terreno sciolto e ammendato con sabbia e torba; dopo averlo livellato e spianato si distribuiscono i semi a spaglio che poi saranno ricoperti da un leggero strato di torba o terriccio.

Il semenzaio deve essere coperto con una rete ombreggiante su tutti i lati. La germinazione avviene dopo 8/10 mesi, le plantule rimangono in semenzaio circa 2 anni, tempo necessario alla formazione di un buon apparato radicale e all’emissione di 1-2 turioni. Successivamente le piantine vengono trasferite in vivaio per altri due anni, in questo periodo la pianta svilupperà il rizoma ed un numero più elevato di turioni.

In vivaio le piante vengono trapiantate ad una distanza di circa 5 cm l’una dall’altra su terreno ben lavorato e drenato, arricchito di sostanza organica. In questa fase si iniziano le più comuni pratiche colturali, leggere irrigazioni, fertirrigazione completa a bassa concentrazione e trattamenti antiparassitari. Le piante ottenute da seme vanno in produzione dal 5-6° anno dalla semina.

La moltiplicazione del Ruscus può essere fatta anche per divisione di ceppaia utilizzando piante madri adulte di diversi anni; si effettua quando la parte aerea è in stasi vegetativa.

Esigenze di terreno ed impianto

Il Ruscus predilige terreni di medio impasto, sciolti ben drenanti, freschi, ricchi di sostanza organica con pH compreso tra 5,5 e 7.

Prima dell’impianto è opportuno fare un’analisi chimico-fisica del terreno al fine di effettuare un’idonea correzione al momento della preparazione dello stesso. Il terreno deve essere lavorato ad una profondità di 40-50 cm per facilitare lo sgrondo delle acque. Con questa operazione si provvede all’interramento di concime organico di base quindi si procederà ad una fresatura per sminuzzare le zolle. Con una seconda fresatura, limitata alla superficie da piantare, si provvederà all’interramento di eventuali altri concimi, ammendanti e correttivi se necessari.

La messa a dimora delle piantine va effettuata da settembre a febbraio sia per piante provenienti da seme che per piante provenienti da divisione di ceppaia; la densità è di circa 10 piante/mq con distanza di 40-50 cm fra le piante e di 80 cm fra le file. Per contenere le erbe infestanti si può effettuare una pacciamatura con lolla di riso o corteccia di pino. In alternativa si possono utilizzare prodotti diserbanti ad azione anti-germinante.

Esigenze ambientali

Il Ruscus è una pianta sciafila (predilige l’ombra), con scarse esigenze di luce (in natura è diffusa nel sottobosco); la riduzione di energia radiante viene ottenuta tramite applicazioni di reti ombreggianti. La copertura ombreggiante viene sistemata a 2-2,5 metri di altezza; in genere si usano reti in polietilene di colore verde o nero. La scelta della tipologia di ombreggio varia in funzione dell’esposizione del terreno e della regione in cui avviene la coltivazione.

Il livello di ombreggiamento influisce da un lato sulla crescita della pianta, dall’altro sulle caratteristiche morfologiche ed ornamentali della fronda. Al crescere dell’ombreggiamento l’altezza della fronda aumenta, mentre diminuisce il numero di fillocladi totale e il numero di ramificazioni, pertanto gli internodi tendono ad allungarsi. Inoltre, aumenta la dimensione media dei fillocladi, ma non viene influenzata la loro forma.

Il colore della fronda è più chiaro con ombreggiamenti dal 70%-80%, è invece molto più scuro con ombreggio sopra il 90%.

La produzione di fronda in termini di peso risulta simile con ombreggiamenti che vanno dal 70%-80%, cala leggermente con ombreggiamenti del 85-90% mentre diminuisce in maniera consistente con ombreggi sopra il 90%. All’aumento dell’ombreggio sopra il 90% diminuisce il numero di fronde prodotte.

La temperatura influisce sia sulla velocità di accrescimento che sulla modalità di sviluppo dei singoli organi. La resistenza al gelo è accertata almeno fino a -5°C. Ad una temperatura di 6°C protratta per un certo periodo i turioni si allungano al ritmo di 4 cm al mese, mentre a 24°C l’allungamento è di 3-4 cm al giorno. A 6°C l’espansione dei fillocladi viene ritardata rispetto al normale sviluppo della fronda, cosicché la fase di turione si prolunga, producendo steli anche di 70-80 cm di lunghezza; le fronde che si sviluppano a questa temperatura sono molto vigorose con lunghezza a volte superiore a 1,2 m.

Una temperatura elevata favorisce la formazione di un maggior numero di gemme che via via differenziano la fronda al loro apice. Le fronde già differenziate all’interno delle gemme tendono a deperire dopo alcuni mesi di permanenza ad alta temperatura. È infatti necessario che le gemme siano sottoposte a basse temperature (vernalizzazione) affinché la differenziazione dei fillocladi giunga a termine e si abbia la formazione dei turioni. In condizioni normali di coltivazione, nel periodo freddo, si ha la vernalizzazione delle gemme formatesi in estate e l’emergenza della fronda a fine inverno, quando le crescenti temperature favoriscono un rapido allungamento dei turioni.

Ritmo di crescita ed asporti della pianta

Fra giugno e novembre si verifica un accrescimento del rizoma con massima intensità tra giugno e settembre, contemporaneamente avviene lo sviluppo dell’apparato radicale. Successivamente, tra dicembre e marzo si verifica una stasi nell’accrescimento della parte ipogea (sottoterra) con la pianta che si prepara ad emettere nuove fronde.

Di seguito le fasi di sviluppo della fronda e periodi dell’anno:

Inizio germogliamento: fine gennaio

Inizio levata: marzo – aprile

Distensione dei cladodi: aprile – maggio

Inscurimento (da verde chiaro a verde scuro): giugno

Maturazione: giugno – primi luglio

Quindi nel secondo semestre dell’anno abbiamo una situazione statica per quanto riguarda il peso della fronda, eccetto il periodo agosto-novembre in cui si ha l’accrescimento dei frutti. La pianta è quindi in crescita continua nel corso dell’anno; crescita che riguarda i vari organi col succedersi delle condizioni stagionali.

Concimazione

Fondamentale è la somministrazione della sostanza organica in superficie, utile a mantenere buone condizioni di struttura superficiale del terreno e condizioni microclimatiche favorevoli allo sviluppo del rizoma (parte del fusto sotterraneo che funge da radice). Di solito la somministrazione di sostanza organica viene eseguita con cadenza annuale a fine autunno-inizio inverno. Si consideri che il 5-10% dell’azoto somministrato attraverso la sostanza organica viene utilizzato effettivamente dalla pianta. Il periodo di maggiore utilizzo degli elementi nutritivi corrisponde alle fasi fenologiche che vanno dall’inizio della levata dei germogli alla distensione dei cladodi, momento in cui si produce gran parte della biomassa vegetale.

Per effettuare una concimazione di mantenimento precisa per l’appezzamento considerato è fortemente consigliabile fare un’analisi del terreno ad anni alterni per impostare un piano di concimazione che tenga conto effettivamente, in base alle asportazioni della coltura, di quello che il terreno già possiede e ciò che è necessario reintegrare.

Uno schema teorico di intervento per la concimazione del Ruscus potrebbe essere il seguente:

  • Novembre-dicembre: intervenire con un concime organico azotato a lento rilascio
  • Gennaio-febbraio: utilizzare concimi minerali o concimi organo-minerali
  • Marzo: concime minerale ad alto titolo di ferro e magnesio (elementi di fondamentale importanza per il verde ornamentale).

Modalità di raccolta delle fronde

L’emissione dei turioni comincia ad inizio primavera, la maturazione della fronda è completa ad inizio estate e questa si conserva in ottimo stato per lungo tempo, permettendo di estendere il periodo di raccolta per la maggior parte dell’anno secondo le richieste del mercato.

La raccolta viene effettuata a scalare, raccogliendo la fronda più matura (di colorazione più scura) per ogni pianta, fino a quando rimangono solo i nuovi germogli dell’anno successivo. È opportuno lasciare sulla pianta parte della vegetazione come “tiraggio” fino alla primavera successiva, per non deprimere troppo la vigoria della pianta. Se infatti le ultime fronde vengono raccolte prima che i nuovi getti raggiungano un certo sviluppo, le nuove fronde che si formano subiscono una riduzione di peso e di dimensione. Con taglio completo e precoce della vegetazione, prima del risveglio vegetativo, la produzione di fronde viene ridotta (circa il 60% in meno); ciò è imputabile ad una diminuzione di fronde emerse e ad una riduzione di peso delle medesime.

Nonostante ciò, gli agricoltori tendono a tagliare le ultime fronde vecchie della pianta già quando i turioni sono appena emersi, senza attendere il dispiegamento delle nuove fronde. Tale scelta è preferibile per due motivi:

  1. Perché i tagli in questo periodo limitano al massimo i danni meccanici sulle nuove fronde; raccogliendo tardivamente aumentano i rischi di rotture e danneggiamento dei nuovi turioni.
  2. Le fronde iniziano a mostrare segni di senescenza, con ingiallimento e perdita dei fillocladi, se raccolte tardivamente.

La raccolta delle nuove fronde inizia generalmente a metà luglio ma, a volte, per motivi di richiesta sul mercato, viene anticipata a giugno quando la pianta non ha ancora assunto la consistenza definitiva per cui, in questo caso, la deperibilità del prodotto raccolto è maggiore.

Le fronde, una volta selezionate in base alla loro lunghezza, vengono commercializzate a peso (da 250-500 grammi) oppure a stelo (decine).

In generale le fronde ornamentali sono un elemento indispensabile per la decorazione floreale. Ciò che ha determinato il successo del Ruscus sono i suoi steli ramificati, le sue foglie lanceolate, il suo intenso colore verde ma soprattutto la sua resistenza e durata come stelo reciso.

Articolo di Elisabetta Massi