Piante grasse: cosa si intende per piante grasse?
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Piante grasse: cosa si intende per piante grasse?
Per “piante grasse” o più propriamente succulente si intende un’ampia varietà di piante che appartengono a diverse specie botaniche. Nella loro storia evolutiva hanno in comune l’essersi specializzate attraverso un forte adattamento morfologico e fisiologico per sopravvivere in ambienti diversi, frequentemente ostili, spesso aridi.
In botanica il termine “succulente” si riferisce a piante che sono in grado di trattenere i liquidi. Non costituiscono una famiglia ben distinta ma comprendono oltre 20.000 specie appartenenti ad oltre 60 famiglie di piante diverse. I cactus o Cactacee sono una delle famiglie appartenenti alle succulente. Hanno sviluppato degli adattamenti per poter sopravvivere in condizioni ostili. Le foglie si sono trasformate in spine per minimizzare la superficie esposta all’evaporazione e a fornire una difesa contro i predatori. Costituiscono un vero esempio di evoluzione e una peculiarità del regno vegetale rappresentato dal fatto che la fotosintesi clorofilliana avviene nel fusto.
Le piante grasse occupano quasi ogni tipo di habitat terrestre: deserti caldi, deserti freddi, praterie, boschi ombrosi, foreste pluviali e zone alpine. Infatti, nonostante sia vero che le piante grasse necessitano di meno acqua rispetto ad altre specie vegetali e che possiedono un’alta resistenza alle condizioni avverse, sia per quanto riguarda il terreno che il clima, solo alcune di loro provengono realmente da climi desertici in quanto la maggior parte delle specie succulente proviene da altri ambienti, quali ad esempio savane e steppe, ambienti situati ai margini dei deserti veri e propri.
Ambienti caratterizzati da precipitazioni annue più elevate dei veri e propri deserti, luoghi in cui le precipitazioni avvengono con una elevata stagionalità, in un ambiente caratterizzato da temperature elevate e da forte irraggiamento solare e in presenza di scarsa vegetazione arborea.
“Piante grasse” che amano il freddo
Questa è una curiosità che non tutti sanno… Alcune piante grasse sono in grado di sopravvivere a temperature rigide o a brevi gelate. Sono specie sempreverdi che sono in grado di prosperare in condizioni di alta umidità e temperature basse. Tra queste l’aloe e l’agave americana possono vivere al freddo.
Fisiologia delle piante succulente
Si parla di piante che si sono dovute adattare e per far questo hanno trasformato i loro tessuti (foglie, fusto, radici) per poter sopravvivere a lunghi periodi di siccità e per immagazzinare una grande quantità di liquidi da utilizzare quando l’ambiente non è in grado di assicurarne a sufficienza.
I tessuti parenchimatici, in questo caso parenchimatici acquiferi, cioè i tessuti che si trovano al di sotto dei tessuti tegumentali esterni e circondano tutti gli altri tessuti (specialmente meccanici e conduttori) si sono adattati e, nelle piante succulente, sono costituiti da cellule con una cuticola molto spessa, di dimensioni molto grandi, che hanno la capacità, grazie alla presenza nel vacuolo di materiali mucillaginosi allo stato colloidale, di trattenere l’acqua.
Accanto alle trasformazioni dei tessuti le succulente hanno messo in atto un adattamento fotosintetico con il metabolismo CAM (Crassulacean Acid Metabolism) ovvero un sistema che consente alla pianta di svolgere la fotosintesi limitando al massimo le perdite di acqua. Le fasi della fotosintesi sono separate sia spazialmente che temporalmente. Di giorno gli stomi vengono chiusi e aperti duranti la notte per ottimizzare il risparmio idrico.
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Perché le “piante grasse” sono così diffuse?
Le piante grasse incontrano il gusto di tutti e sono da sempre utilizzate come piante da ufficio o comunque da interni grazie alla grande varietà e alla loro resistenza. Alcune sono molto piccole e possono fungere da veri e propri complementi d’arredo. La cura delle piante grasse è molto semplice, anche per i meno esperti. Inoltre, le piante grasse attirano meno parassiti, proprio a causa della loro minore necessita di irrigazione e poiché le loro foglie, spesse e carnose, sono più difficili da penetrare. Hanno bisogno di poca acqua che prediligono in quantità abbondante poche volte anziché poco e spesso. Le loro foglie sono infatti in grado di trattenere acqua ma non di espellerla quando è troppa.
La coltivazione delle piante grasse
Le piante grasse prediligono un substrato mediamente fertile ma soprattutto leggero e ben drenante, in grado di permettere il rapido sgrondo delle acque in eccesso. In effetti i danni maggiori per le piante grasse sono dovuti ad accumulo di acqua nel substrato.
La nutrizione delle succulente prevede interventi nelle stagioni intermedie con concimi completi NPK nel rapporto 1-0,5-2 con eventuali apporti moderati di calcio.
Avversità delle piante grasse
Insetti
Cocciniglie – I principali nemici delle piante grasse sono le cocciniglie. Si tratta della cocciniglia cotonosa, che si manifesta come ammasso biancastro ceroso e appiccicoso sotto cui si nascondono gli insetti adulti, e la cocciniglia a scudetto, visibile sotto forma di piccole incrostazioni circolari, dure e di colore bianco-grigio o bruno-rossastro. Le piante attaccate dalle cocciniglie subiscono prima decolorazioni e ingiallimenti delle parti verdi per sottrazione di linfa e poi disseccamenti superficiali dei tessuti e generale deperimento. In seguito, ciò può favorire lo sviluppo di melata e di fumaggine. Si sviluppano prevalentemente sulle piante troppo irrigate o in quelle posizionate nei luoghi poco luminosi.
Larve di lepidotteri – Fuoriescono dal substrato in primavera ed inizio autunno intensificando la loro attività trofica di erosione dei tessuti carnosi e teneri. La loro presenza può essere dovuta all’impiego di terricci di scarsa qualità o già utilizzati per altre piante dove l’insetto era presente allo stadio di uova.
Acari o ragnetti – si rinvengono solo su piante succulente dotate di foglie carnose in cui si possono notare delle piccole punteggiature argentate o brune. In caso di forti attacchi le parti verdi subiscono decolorazioni e deformazioni con conseguente deperimento vegetativo, soprattutto su piante giovani.
Malattie fungine
Botrite – Tra le malattie fungine che possono colpire le piante grasse si ricorda la botrite ovvero un processo localizzato di marcescenza con tessuti ricoperti di muffa grigia. La sitomatologia si manifesta in seguito a ferite di varia origine, in presenza di elevati tassi di umidità ambientale. Anche eccessivi apporti di acqua irrigua contribuiscono ad aumentare i sintomi.
Marciumi radicali – I sintomi compaiono nei tessuti di pianta a contatto col substrato che ingialliscono e diventano molli. Successivamente tutta la pianta rammollisce e si affloscia a terra oppure si distacca dal substrato in quanto le radici, ormai degenerate, non garantiscono più un sufficiente ancoraggio.
Articolo di Elisabetta Massi