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Tag: benefici

Le micorrize…cosa sono?

Le micorrize..cosa sono?

Il termine micorriza deriva dal greco: mycos significa fungo e rhiza radice. Le micorrize sono associazioni simbiotiche tra funghi del terreno e radici non lignificate delle piante. La simbiosi ha luogo nell’apparato radicale del vegetale e comporta un reciproco scambio di vantaggi tra i due organismi coinvolti: nel nutrimento e nella creazione di un ambiente favorevole a microrganismi utili e sfavorevole a patogeni e parassiti.

Gran parte della vegetazione del nostro pianeta risulta avere radici associate a funghi micorrizici: l’83% delle dicotiledoni, il 79% delle monocotiledoni formano di solito associazioni micorriziche. Invece le piante appartenenti alle famiglie delle Brassicacee (cavolo o Brassica oleracea), Chenopodiacee (spinacio o Spinacea oleracea) e Proteacee (noce di Macadamia o Macadamia integrifolia) come anche le piante aquatiche, raramente, o mai, hanno micorrize.
Le micorrize sono assenti in radici che crescono in suoli molto secchi, salini o allagati o dove la concimazione del suolo è all’estremo (o troppo alta o molto bassa). In particolare, le micorrize sono assenti in piante coltivate in colture idroponiche o in colture giovani in rapida crescita.

I funghi micorrizici sono formati da fini filamenti tubolari detti ife e le stesse, raggruppandosi, formano il corpo del fungo chiamato micelio. Le sottili ife delle micorrize estendono la portata delle radici nel terreno circostante e facilitano l’acquisizione di elementi minerali, in particolare quelli come il fosforo che sono relativamente immobili nel terreno. In cambio, le piante forniscono carboidrati alle micorrize.

Esistono diversi tipi di micorrize: ectomicorrize ed endomicorrize.

Le ectomicorrize sono funghi che colonizzano soltanto alcune specie di piante, specialmente alberi, formando uno strato fungino attorno alle radici. La radice micorrizata assume un aspetto rigonfio in cui, anche ad occhio nudo,  è possibile osservare un mantello fungino esterno che ricopre gli apici radicali. I tartufi sono l’espressione più conosciuta di questa simbiosi micorrizica.

Le endomicorrize invece sono simbionti che penetrano all’interno dei tessuti della pianta ospite e giocano un ruolo cruciale nella sua capacità di assorbire nutrimento. All’interno delle cellule la micorriza forma strutture ramificate (arbuscoli) e strutture ovoidali (vescicole), mentre esternamente espande il micelio senza andare oltre una distanza di pochi centimetri dalla radice. Le endomicorrize possono colonizzare il 95% delle specie di piante e sono quelle di maggior interesse agricolo perché possono essere un valido aiuto allo sviluppo delle piante da orto e degli alberi da frutto. Esistono molti prodotti per l’agricoltura che uniscono i concimi organici agli inoculi di micorrize da utilizzare al momento del trapianto o della germinazione delle giovani plantule, per tutte le tipologie di colture.

Le micorrize creano una serie di vantaggi per la pianta:

  • incrementano l’apparato radicale, che può arrivare a essere sette volte più esteso rispetto a quello di una pianta normale;
  • generano condizioni favorevoli alla vita di microrganismi utili: alcuni di questi microrganismi presiedono alla trasformazione di diversi elementi nutritivi necessari alla pianta (batteri azoto fissatori), altri microrganismi combattono la diffusione di agenti patogeni, altri ancora ostacolano i nematodi.

I benefici per la pianta sono innumerevoli:

  • Migliore capacità di assorbire acqua ed elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio, ferro, zinco, rame), grazie ai microrganismi della rizosfera. Di conseguenza nella coltivazione serviranno meno fertilizzanti, ottimizzando le sostanze presenti nel terreno, inoltre possono migliorare le qualità organolettiche di verdure ed erbe aromatiche.
  • Migliore resistenza alla siccità, grazie a una maggior capacità di assorbire e immagazzinare acqua, tramite l’apparato radicale più sviluppato. Ciò significa piante da annaffiare meno spesso e una reazione migliore al caldo dei mesi estivi.
  • Miglior resistenza a malattie fungine, osteggiate dalle micorrize con effetto di barriera meccanica.
  • Effetto repellente sui nematodi, grazie ai microrganismi che si sviluppano tra le radici delle piante micorrizate.
  • Minor stress da trapianto per le piantine da orto o floricole, grazie a un apparato radicale più sviluppato e reattivo.

In conclusione, le micorrize permettono di avere piante più vigorose e resistenti alla maggior parte delle avversità (dalla siccità ai patogeni), diminuendo il fabbisogno di concimi minerali.

Bibliografia:

Lincoln Taiz – Eduardo Zeiger  FISIOLOGIA VEGETALE  pp. 176-177