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Come prevenire e combattere le infestazioni di afidi e cocciniglie

Come prevenire e combattere le infestazioni di afidi e cocciniglie

Capita spesso di trovare piccoli insetti di vario aspetto, colore e dimensione che infestano le nostre piante da appartamento o giardino, soprattutto durante la stagione primaverile-estiva; riconoscere questi organismi può aiutare ad intervenire tempestivamente eliminando il problema senza severe conseguenze.

Nella maggior parte dei casi si trattano di infestazioni da Afidi e/o Cocciniglie.

Gli Afidi (in gergo “Pidocchi delle piante”) sono insetti molto frequenti nel nostro areale e molto spesso attaccano diversi generi di piante comuni, fra cui gli agrumi, alberi da frutto, siepi, ma anche piante da fiore in vaso; lo stesso vale per le Cocciniglie. Entrambi appartengono allo stesso Ordine, i Rhynchota, e per questo condividono la stessa tipologia di apparato boccale (pungente-succhiante) ne consegue la comparsa di sintomi molto simili sulle nostre piante.

È molto importante attuare un’azione preventiva ed effettuare trattamenti per eliminarne la presenza, poiché infestazioni molto gravi e prolungate, possono provocare seri danni per le nostre essenze domestiche.

Si possono adottare quindi strategie preventive e/o curative per eliminare e/o prevenire le infestazioni e i danni derivanti.

Il riconoscimento:

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AFIDI

Gli afidi sono insetti di circa 5-7 mm, nella maggior parte delle volte atteri (senza ali) e di vario colore (i più comuni sono verdi o neri). Fra i più comuni si ricorda il Myzus persicae. La particolarità che aiuta i riconoscerli è la presenza dei Sifoni, due piccole protuberanze che si trovano alla fine dell’addome (vedi foto), visibili a occhio nudo o aiutandoci con una lente.

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COCCINIGLIA

La Cocciniglia è un insetto, che nella forma femminile (quella che vediamo sulle piante) si presenta con un corpo bianco, tozzo a forma di scudetto, spesso assomigliante ad una piccola pallina di lana. Non presenta le ali, al contrario del maschio, e per questo passa la maggior parte della sua vita immobile ed ancorata sui tessuti vegetali attraverso l’apparato boccale. La Cocciniglia attacca sia parti legnose che verdi, nella maggior parte dei casi essa si trova sulla pagina inferiore delle foglie dove è più difficile vederla e trattarla.

Il danno:

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Il danno può essere del tutto estetico, ma a seconda della gravità e della pianta colpita, si possono avere ripercussioni sulla produzione (agrumi o alberi da frutto), fioritura e persino sulla sopravvivenza della coltura stessa. Il danno estetico è prevalentemente dovuto alla fisica presenza dell’insetto, ma anche dalla forma delle foglie e germogli colpiti, che consecutivamente alla puntura dell’insetto, esse assumono. Le foglie appaiono così contorte e avvolte su sé stesse a “sigaro”; in più le foglie colpite possono assumere colorazioni giallastre e infine deperire. Gli insetti in questione attraverso il loro apparato boccale pungono i tessuti e traggono il loro nutrimento dalla linfa; essa è composta prevalentemente da azoto, di cui essi si nutrono, e gran quantità di zuccheri. Proprio quest’ultimi spesso risultano essere in esubero per la loro dieta, perciò, sono obbligati ad espellerli attraverso la formazione di gocce altamente zuccherine, di colore trasparente, che prendono il nome di “melata”. Questa escrezione zuccherina è una sostanza molto importante per le api, oltre al polline e il nettare, esse usano anche quest’ultima come materiale per produrre il miele, in questo specifico caso il miele di melata. La stessa melata però può avere ripercussioni negative per la pianta, poiché oltre ad essere appetibile per le api risulta essere un substrato facilmente attaccabile da funghi, che depositandovisi sopra, ne traggono nutrimento per la sopravvivenza. Questo parassitismo dà vita a quella sintomatologia chiamata fumaggine; sui tessuti della pianta dove in precedenza era presente la melata e successivamente si è posato il fungo, si formerà un patina nerastra che ricorda appunto fuliggine di camino. Questa patina nerastra risulta essere deleteria per le foglie delle piante poiché ne ostacola il processo fotosintetico causandone l’ingiallimento e la caduta; nelle infestazioni gravi si può incorrere nella completa caduta di tutte le foglie e la morte della pianta.

Prevenzione e rimedi :

Come mezzo difensivo esistono molte sostanze naturali, oltre a quelle chimiche di sintesi, che possono fare al caso nostro. Ad esempio, esistono in commercio prodotti a base di aglio, equiseto, propoli, olio di soia, olio di lino, oli di semi, che hanno un effetto rinettante e quindi preventivo nei confronti di molti insetti dannosi, creando una “barriera difensiva” per la pianta. Molte di queste sostanze possono essere miscelate o ottenute con prodotti casalinghi. È molto importante effettuare i trattamenti preventivi prima dell’inizio delle infestazioni, irrorando la chioma della coltura nelle ore fresche, meglio se al mattino presto o tarda serata (in assenza di forte irraggiamento solare), e con adeguata continuità; è di vitale importanza che i prodotti protettivi siano presenti quanto più possibile sulle piante, spesso è opportuno ripetere i trattamenti anche a intervalli di 5 giorni o più frequentemente se si verificano eventi metereologici.

Il trattamento deve essere effettuato con bassi volumi idrici favorendo l’aderenza del prodotto sulle foglie e non la percolazione (si possono addizionare adesivanti).

Alcune pratiche agronomiche e scelte tecniche possono prevenire l’insorgenza e ridurre al minimo i fattori favorevoli alle infestazioni, per esempio:

  • effettuare opportune potature che mirano a svuotare l’eccesso di vegetazione della chioma riducendone il ristagno di umidità all’interno e aumentando la penetrazione della luce del sole;
  • evitare innaffiature sopra chioma, meglio se localizzate in basso in corrispondenza delle radici;
  • evitare concimazioni azotate eccessive, o comunque effettuare fertilizzazioni equilibrate;
  • qualora la tipologia di pianta sia idonea si consiglia di esporre la pianta a correnti di aria non eccessivamente fredde;
  • asportare gli organi vegetali colpiti (spesso gli afidi si aggregano in piccole colonie durante l’azione trofica e di ovideposizione);
  • nel caso di infestazioni di cocciniglia effettuare trattamenti irrorando la pianta anche dal basso verso l’alto in maniera da bagnare anche la pagina inferiore delle foglie dove essere tende ad annidarsi.

Bisogna anche ricordarsi che molte delle specie di insetti che popolano i nostri giardini o balconi possono risultare molto utili. Oltre agli insetti pronubi (impollinatori), è il famoso caso della coccinella che preda altri insetti, me esso è solo il più comune caso di relazione antagonistica. Afidi e cocciniglie sono predati e parassitizzati da molte specie di insetti definiti organismi utili, di cui spesso non conosciamo l’aspetto o esistenza, incorrendo nell’errore di scambiarli per agenti di danno ed eliminandoli con trattamenti non razionali. Tante delle sostanze sopracitate aiutano a proteggere la pianta senza eliminare la fauna utile e garantendo anche alimenti senza residui pericolosi. Ad esempio, è molto consigliato l’utilizzo di prodotti a base di Azadiractina, un limonoide estratto dai semi dell’albero di Neem (Azadirachta indica), impiegato in agricoltura come insetticida, acaricida e nematocida biologico.

L’aiuto dell’esperto :

Per eliminare la presenza delle esuvie degli insetti (resti inanimi), soprattutto nel caso della cocciniglia e delle fumaggini, si consiglia di effettuare due trattamenti consecutivi:

Nelle ore fresche del giorno effettuare un’irrorazione a tutta chioma con focus sulle parti molto colpite della pianta bagnando bene anche la pagina inferiore delle foglie, con sapone molle o sapone di Marsiglia (va bene quello del supermercato) miscelato con abbondante acqua. La pianta deve risultare molto bagnata.

Il secondo trattamento va effettuato il giorno successivo, sempre nelle ore più fresche (meglio di sera) con olio di semi (soia, girasole, lino ecc.) o olio banchi o di paraffina, miscelati con acqua irrorando bene la pianta. Questo secondo trattamento differisce da quello protettivo con gli stessi oli, poiché la quantità di acqua irrorata deve essere elevata per garantire un risciacquo importante della pianta eliminando le impurità.