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Insetti Utili: Il potere del controllo biologico

Insetti Utili: Il potere del controllo biologico

Nel silenzio dell’agricoltura e del giardinaggio, esistono degli alleati nascosti, piccole creature che svolgono un ruolo cruciale nella protezione delle colture e nell’equilibrio degli ecosistemi: gli insetti utili.

Questi piccoli guardiani lavorano instancabilmente per mantenere sotto controllo i parassiti, contribuendo alla vitalità delle piante e alla sostenibilità dell’ambiente. In questo articolo, esploreremo il mondo affascinante degli insetti utili e il loro ruolo fondamentale nel controllo biologico, aprendo una finestra sulla straordinaria sinergia tra l’uomo e la natura nell’agricoltura e nel giardinaggio.

Le attuali normative che regolano i protocolli di intervento per la difesa in ambito agricolo prevedono sistemi a basso impatto ambientale.

Perché si utilizzano sistemi a basso impatto ambientale?

L’UE ha eleminato centinaia di principi attivi negli ultimi anni e la tendenza è a continuare; attualmente sono pochi principi attivi che portano ad un aumento delle resistenze; i disciplinari del mercato e della GDO sono diventati molto più restrittivi.

I sistemi a basso impatto ambientale si distinguono per facilità di applicazione, competitività in termini di costo e di efficacia con la chimica convenzionale e tossicità praticamente ridotta a zero.

Tra i metodi di lotta biologica sicuramente il più interessante è l’impiego di insetti, acari o nematodi utili. La loro azione è quella di mantenere le popolazioni dei fitofagi al di sotto della soglia di danno.

Per insetti utili si intendono quelli che hanno un ruolo diretto nella difesa come antagonisti dei parassiti. In realtà tutti gli insetti hanno un ruolo utile nell’ecosistema ma quando questo viene modificato profondamente dall’uomo alcuni insetti diventano patogeni per le colture che ci interessano.

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Quando si parla di insetti utili si pensa subito agli insetti impollinatori ovvero quelli che hanno la funzione di impollinare e quindi di fecondare i fiori. Sono definiti pronubi (trasportano il polline da un fiore all’altro) ed appartengono all’ordine dei Lepidotteri (farfalle), ditteri sirfidi ed Imenotteri (api, bombi). Per la loro efficienza come bottinatori, i bombi (Bombox) sono utilizzati per l’impollinazione di numerose piante orticole e frutticole. La presenza degli insetti impollinatori aumenta la riproduzione delle piante, in quanto la presenza di un vettore aumenta la probabilità che due piante vengano a contatto. I bombi sono forniti in arnie di facile utilizzo per il frutteto ed in serra.

Il controllo biologico prevede l’introduzione di nemici naturali che possono essere predatori e parassitoidi.

  1. I predatori sono insetti che catturano, uccidono e mangiano le loro prede. I predatori si nutrono dei parassiti in qualunque fase del loro sviluppo (uova, larva, adulto). In base alle loro predilezioni in fatto di cibo, possono essere monofagi (si nutrono di una sola specie) o polifagi (si nutrono di più specie).
  2. I parassitoidi vivono a spese di altri insetti ovvero in una particolare fase del ciclo vitale vivono a spese di un organismo-ospite. Gli adulti depongono le uova all’interno di un organismo di un’altra specie in cui cresceranno le larve. Alla fine della fase di sviluppo del parassitoide inevitabilmente l’ospite muore.

Gli insetti e gli acari a disposizione rappresentano un sistema che può fornire risultati molto soddisfacenti. Se si considerano colture in serra a ciclo relativamente lungo come pomodoro, fragola ma anche colture floricole in vaso e da reciso si scelgono gli organismi utili perchè:

  • sono facili da applicare, sono sicuri per l’operatore, non portano a fenomeni di resistenza;
  • fanno sì che per i prodotti eduli non si debba rispettare un intervallo di sicurezza e non ci sia alcun rischio di fitotossicità per la coltura.

Per semplicità si elencano di seguito solo alcuni degli insetti ausiliari utilizzati in agricoltura. Quello degli insetti è un mondo interessante ed utile da approfondire per considerare un’alternativa “naturale” alla chimica convenzionale che inevitabilmente è destinata a diminuire.

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Tra gli insetti predatori di maggior interesse agronomico si ricorda la coccinella Adalia bipunctata, la coccinella che depone le uova in prossimità di colonie di afidi e le larve cominciano a nutrirsi di afidi vicini e di più piccole dimensioni.

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Gli insetti parassitoidi sono carnivori allo stadio larvale, allo stadio adulto si nutrono di sostanze zuccherine.

Tra gli insetti di questa categoria si ricorda la Vespa samurai (Trissolcus japonicus). Questo insetto è in grado di parassitizzare le uova di cimice asiatica (Halyomorpha Halys), un temutissimo insetto che sta producendo numerosi danni in Italia.

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Gli acari utili in agricoltura sono appartenenti per lo più alla famiglia dei fitoseidi. Gli acari utili si nutrono di insetti (afidi e cocciniglie) e di altri acari dannosi alle specie coltivate.

Phytoseiulus persimilis è un acaro fitoseide particolarmente vorace. Svolge un’azione molto specifica nei confronti del ragnetto rosso comune (Tetranychus urticae) su piante orticole ed ornamentali per cui va utilizzato solo in presenza di questo fitofago. Il ragnetto rosso si può riconoscere ad occhio come un puntino rosso sulla pagina inferiore delle foglie. In questo caso il controllo è sicuramente efficace poiché il ciclo vitale di entrambi è molto simile per cui il fitoseide è in grado di predare diversi “ragnetti” durante il suo ciclo.

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Amblyseius andersoni è un acaro fitoseide predatore generico con preferenza di acari. In assenza di questi può sopravvivere cibandosi sia di polline che di diversi microrganismi come uova e forme giovanili di mosca bianca oltre che di tripide.

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Orius laevigatus è un rincote predatore di tripidi. In tutti gli stadi si nutre di tripide ma gli Orius possono utilizzare come fonte di cibo anche altri insetti e polline. Stazionano volentieri sul fiore e riescono a vivere anche in assenza di prede.

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Nesidiocoris tenuis è un miride utilizzato nella difesa da Bemisia tabaci, piccola mosca bianca vettore di virus del pomodoro ed altre piante orticole, e da Tuta Absoluta, piccolo lepidottero che infesta le coltivazioni di solanacee soprattutto di pomodoro

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Chrysoperla carnea è un insetto Crisopide predatore allo stadio di larva. Le sue prede preferenziali sono gli afidi, ma grazie alla sua polifagia può predare anche cocciniglia, tripide, ragnetto (acari), mosca bianca (aleurodidi).

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I nematodi entomopatogeni sono dei piccoli organismi vermiformi non visibili ad occhio nudo che vivono nel terreno a spese di larve e insetti, possono essere un valido aiuto per contrastare insetti terricoli tipo Oziorrinco o larve di Tuta Absoluta. Le specie più importanti appartengono ai generi Heterorhabditis e Steinernema che si insediano nelle loro vittime attraverso le aperture del corpo o attraverso l’esoscheletro. All’interno dell’ospite il nematode rilascia dei microrganismi che moltiplicandosi provocano la morte dell’insetto in 24-72 ore.

È sempre necessario valutare l’effettiva necessità al lancio degli insetti utili. Una volta stabilita l’effettiva presenza del fitofago bisogna determinare il dosaggio ovvero la quantità di individui necessaria per combattere l’infestazione e programmare la tempistica dei lanci. È fondamentale a tal riguardo gestire anche eventuali trattamenti chimici garantendone la compatibilità con la presenza ed azione degli insetti.

Adottare metodi di lotta a basso impatto ambientale contro parassiti ed agenti patogeni vuol dire ridurre sensibilmente l’utilizzo di prodotti agrofarmaci e i loro residui nel cibo, creare un ambiente idoneo e più “sano” per l’operatore nonché mettere in pratica i valori della tutela ambientale.

Testo di Elisabetta Massi