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Tag: olivo

Difesa dell’Olivo: come proteggere l’oliveto dall’azione dannosa della mosca

La mosca dell’olivo è l’insetto più importante da cui difendersi nel bacino del Mediterraneo, sia in olivicoltura da olio che da tavola, a causa delle perdite qualitative e quantitative che è potenzialmente in grado di causare alla produzione.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DELL’INSETTO

La mosca è un dittero tefritide che vive sull’olivo e sull’olivastro. L’adulto, di circa 4-5 mm, ha il capo globoso e giallastro con occhi verde-bluastro, ali trasparenti e iridescenti con una piccola macchia all’apice. L’addome è castano chiaro con macchie più scure. La femmina ha un ovopositore formato dagli ultimi segmenti addominali e terminante con un aculeo. Il maschio ha un addome arrotondato all’estremità. L’uovo è bianco, opaco, fusiforme, lungo circa 0,8 mm. La larva è di forma conica, apoda, bianca che arriva a misurare 6-7 mm a maturità. La pupa è a forma di bariletto, di colore bruno con leggere solcature trasversali e misura circa 4-5 mm. La mosca dell’olivo trascorre l’inverno come pupa nel terreno.

Ciclo biologico

Gli adulti della mosca compaiono in primavera utilizzando le olive rimaste sulle piante dall’anno precedente come substrato riproduttivo e fonte di alimentazione.

La prima generazione che colpisce le nuove olive inizia più o meno dalla fine di maggio alla fine di giugno (in relazione all’andamento climatico e all’areale), in un periodo che generalmente coincide con la fase fenologica dell’indurimento del nocciolo. La coincidenza dell’inizio delle nuove deposizioni con questa fase fenologica non è comunque una regola ferrea poiché si verificano casi in cui le ovideposizioni iniziano in anticipo anche di una decina di giorni.

Ogni femmina depone solitamente un solo uovo in ogni oliva e può arrivare ad infestarne alcune centinaia. Nei periodi di forte presenza dell’insetto non è però raro trovare olive con 7-10 o più punture di ovideposizione. La puntura appare come una macchia triangolare brunastra lunga 1-1,5 mm, che presenta una fessura a mezza luna alla base.

Dall’uovo, dopo qualche giorno di incubazione, esce la larva. Le larve hanno 3 stadi di sviluppo e crescono alimentandosi della polpa dell’oliva formando una galleria che inizialmente è filiforme e superficiale, poi si approfondisce e aumenta di volume. La larva di terza età scava nella drupa una camera a ridosso del nocciolo e realizza una galleria di 1,5-2 mm di diametro verso l’esterno, lasciando però intatto l’ultimo strato di epidermide dell’oliva. La larva di terza età si impupa nella camera e l’adulto sfrutta la galleria scavata dalla larva per uscire. Il numero di giorni necessari per completare il ciclo varia durante l’anno principalmente in funzione della temperatura. In estate può essere considerato di circa 30 giorni, di cui circa 2-5 trascorsi allo stadio di uovo, 10-12 allo stadio larvale e 15-18 allo stadio di pupa. Sotto i 7-8 gradi centigradi si arresta lo sviluppo delle uova, sotto i 10 gradi quello delle larve. Durante l’estate e soprattutto in luglio-agosto, periodi più o meno lunghi caratterizzati da alte temperature (sopra i 30-33°C) e bassi livelli di UR (≤ 60%), possono provocare la morte di quote consistenti di uova e giovani larve.

Le popolazioni di mosca aumentano generalmente in misura molto consistente in settembre-ottobre ovvero nei mesi prossimi alla raccolta, determinando un danno economico sia a causa della cascola tardiva, sia per i processi ossidativi che interessano la parte di oliva con foro di uscita praticato dalla larva per andarsi ad impupare nel terreno o per permettere lo sfarfallamento dell’adulto dopo lo stadio pupale formatosi nella galleria. In questo caso, in particolare per i produttori in regime di “agricoltura biologica”, è fortemente consigliato di avviare la raccolta già a fine settembre-primi di ottobre e di effettuarla il più rapidamente possibile. In questo modo si prova a contrastare le popolazioni autunnali di mosca e di prevenire o limitare le ovideposizioni e il conseguente sviluppo delle larve.

DANNI

I danni causati dalla mosca olearia sono dovuti alle gallerie scavate dalla mosca e sono sia di tipo quantitativo che qualitativo. Il danno quantitativo è dovuto alla sottrazione della polpa (e quindi dell’olio) da parte delle larve della mosca e al fatto che queste olive marciscono e cadono a terra anticipatamente.

Il danno qualitativo è causato dalla presenza di aria e di acqua nella polpa dell’oliva. Ciò favorisce l’ossidazione dell’olio e il conseguente aumento dei perossidi nell’olio e le fermentazioni dovute a batteri e funghi aumentano l’acidità. Le olive così danneggiate hanno la necessità di essere lavorate prima.

DIFESA

Le attuali normative si fanno sempre più stringenti; attualmente rimangono pochi prodotti chimici utilizzabili nella difesa integrata. Ciò richiede una gestione più attenta del monitoraggio della mosca e conseguentemente dei trattamenti.

Per effettuare un efficace controllo dell’insetto cercando di contenere il più possibile i danni è consigliabile tenere in considerazione i seguenti punti:

  • Tenere in considerazione i dati del Bollettino del Servizio Fitosanitario della Regione di interesse che possono essere un valido ausilio per effettuare trattamenti mirati nell’ottica di una difesa sia biologica che integrata.
  • Il monitoraggio della presenza della mosca è utile per valutare i picchi di volo e stabilire il primo trattamento contro gli adulti:
  1. A partire dal mese di maggio posizionare da 1 a 3 trappole cromotropiche o a feromone per ettaro di oliveto;
  2. Effettuare un controllo settimanale verificando la presenza di adulti di mosca sulle trappole;
  3. Monitorare i “voli” fino a settembre.
  • Da integrare al monitoraggio dei voli è il monitoraggio dell’infestazione delle olive:
    1. Campionare 100-200 olive verificando la presenza di uova, larve di prima, seconda e terza età, pupe e fori d’uscita
    2. Effettuare tale controllo settimanalmente a partire da luglio fino alla raccolta.
  • Il grado di infestazione serve a stabilire la soglia di intervento per effettuare i trattamenti:
    1. 1-2% per trattamenti preventivi
    2. 4-10% per trattamenti ovicidi-larvicidi

Da tenere in considerazione che in caso di alte temperature e bassa umidità relativa la mortalità delle uova e delle larve di mosca è elevata. Pertanto, bisognerà mettere in conto meno trattamenti.

IN AGRICOLTURA BIOLOGICA

Nel caso di agricoltura biologica i prodotti utilizzabili sono:

  • Rame (persistenza 20 giorni in assenza di piogge dilavanti) – ha azione repellente nei confronti degli adulti, riduce l’ovideposizione poiché provoca l’indurimento dell’epicarpo e può avere una certa azione insetticida nei confronti delle larve giovani. Da applicare a tutta chioma.
  • Caolino (circa 2-3 settimane in assenza di piogge dilavanti) – ha, come il rame, le stesse caratteristiche di repellenza e anti-ovideposizione nei confronti degli adulti. Ha azione preventiva ma, a differenza del rame, non è un prodotto fitosanitario per cui non ha alcun intervallo di sicurezza.
  • Zeoliti – minerale di origine vulcanica estratto da giacimenti naturali. Agisce come barriera naturale prevenendo l’ovideposizione delle femmine di mosca.
  • Beauveria bassiana – le spore di questo fungo, una volta distribuite sulla superficie dell’oliva, svolgono un’azione di repellenza all’ovideposizione per cui ha un’azione preventiva. È fondamentale effettuare una bagnatura omogenea della chioma.

Su ampie superfici si consiglia l’impiego di:

  • Trappole del tipo “attrai e uccidi” (attract & kill) – Questi dispositivi attraggono gli adulti tramite feromoni e/o una fonte alimentare per poi ucciderli successivamente per ingestione (con esca avvelenata) o per contatto (con la superficie del dispositivo di solito trattata con insetticida).
  • Spinosad + esca – il prodotto è costituito da un’esca alimentare insieme a Spinosad, sostanza derivante da tossine prodotte da un batterio. La miscela va applicata su porzioni di chioma e sul 50% delle piante, alternando le file o le piante trattate.
  • Trappole per cattura massale – sono dispositivi in plastica attivati con un attrattivo alimentare e/o con un feromone e trattati all’interno con un insetticida piretroide. Vengono appese alle piante tramite un gancio. Il coperchio trasparente consente all’operatore di verificare le catture senza mai entrare in contatto con la sostanza insetticida, la quale rimane all’interno della trappola senza disperdersi nell’ambiente.

…E PER LA LOTTA INTEGRATA

Per quanto riguarda i mezzi di controllo in olivicoltura integrata sono ammessi i seguenti principi attivi:

  • Acetamiprid – principio attivo che appartiene al gruppo dei neonicotinoidi. Agisce prevalentemente per ingestione, caratterizzato da attività citotropica-translaminare (penetra nelle drupe) ed elevata sistemia. Sono ammessi due trattamenti all’anno.
  • Flupiradifurone – appartiene alla famiglia chimica dei butenolidi. Agisce per contatto ed ingestione e per la sua attività citotropica esplica un’azione larvicida. È ammesso un solo trattamento all’anno.
  • Deltametrina e Lambdacialotrina – appartengono alla famiglia dei piretroidi ed agiscono per contatto ed ingestione. Sono ammessi come principi attivi presenti nei dispositivi tipo “attract & kill”.

Riassumendo quanto detto si ricorda di attuare un monitoraggio costante delle popolazioni di mosca per adottare misure preventive, tempestive e mirate. È necessario comprendere i cambiamenti climatici e adeguarsi a tali condizioni che possano influenzare l’ecologia e il comportamento della mosca.

L’ultimo accorgimento è quello di affidarsi alle conoscenze ed alle competenze di tecnici agronomi che possono dare validi consigli per proteggere i nostri oliveti, preservando la qualità delle olive e dell’ambiente che ci circonda.

Per maggiori e più dettagliate informazioni si consiglia la consultazione dei Bollettini del Servizio Fitosanitario della regione di interesse che forniscono linee guida con l’obiettivo di orientare olivicoltori e tecnici nella scelta delle misure di difesa nel rispetto della normativa vigente.

Articolo di Elisabetta Massi

Fotografie di Wikipedia.it