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Autore: Federico Woola

Insetti Utili: Il potere del controllo biologico

Insetti Utili: Il potere del controllo biologico

Nel silenzio dell’agricoltura e del giardinaggio, esistono degli alleati nascosti, piccole creature che svolgono un ruolo cruciale nella protezione delle colture e nell’equilibrio degli ecosistemi: gli insetti utili.

Questi piccoli guardiani lavorano instancabilmente per mantenere sotto controllo i parassiti, contribuendo alla vitalità delle piante e alla sostenibilità dell’ambiente. In questo articolo, esploreremo il mondo affascinante degli insetti utili e il loro ruolo fondamentale nel controllo biologico, aprendo una finestra sulla straordinaria sinergia tra l’uomo e la natura nell’agricoltura e nel giardinaggio.

Le attuali normative che regolano i protocolli di intervento per la difesa in ambito agricolo prevedono sistemi a basso impatto ambientale.

Perché si utilizzano sistemi a basso impatto ambientale?

L’UE ha eleminato centinaia di principi attivi negli ultimi anni e la tendenza è a continuare; attualmente sono pochi principi attivi che portano ad un aumento delle resistenze; i disciplinari del mercato e della GDO sono diventati molto più restrittivi.

I sistemi a basso impatto ambientale si distinguono per facilità di applicazione, competitività in termini di costo e di efficacia con la chimica convenzionale e tossicità praticamente ridotta a zero.

Tra i metodi di lotta biologica sicuramente il più interessante è l’impiego di insetti, acari o nematodi utili. La loro azione è quella di mantenere le popolazioni dei fitofagi al di sotto della soglia di danno.

Per insetti utili si intendono quelli che hanno un ruolo diretto nella difesa come antagonisti dei parassiti. In realtà tutti gli insetti hanno un ruolo utile nell’ecosistema ma quando questo viene modificato profondamente dall’uomo alcuni insetti diventano patogeni per le colture che ci interessano.

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Quando si parla di insetti utili si pensa subito agli insetti impollinatori ovvero quelli che hanno la funzione di impollinare e quindi di fecondare i fiori. Sono definiti pronubi (trasportano il polline da un fiore all’altro) ed appartengono all’ordine dei Lepidotteri (farfalle), ditteri sirfidi ed Imenotteri (api, bombi). Per la loro efficienza come bottinatori, i bombi (Bombox) sono utilizzati per l’impollinazione di numerose piante orticole e frutticole. La presenza degli insetti impollinatori aumenta la riproduzione delle piante, in quanto la presenza di un vettore aumenta la probabilità che due piante vengano a contatto. I bombi sono forniti in arnie di facile utilizzo per il frutteto ed in serra.

Il controllo biologico prevede l’introduzione di nemici naturali che possono essere predatori e parassitoidi.

  1. I predatori sono insetti che catturano, uccidono e mangiano le loro prede. I predatori si nutrono dei parassiti in qualunque fase del loro sviluppo (uova, larva, adulto). In base alle loro predilezioni in fatto di cibo, possono essere monofagi (si nutrono di una sola specie) o polifagi (si nutrono di più specie).
  2. I parassitoidi vivono a spese di altri insetti ovvero in una particolare fase del ciclo vitale vivono a spese di un organismo-ospite. Gli adulti depongono le uova all’interno di un organismo di un’altra specie in cui cresceranno le larve. Alla fine della fase di sviluppo del parassitoide inevitabilmente l’ospite muore.

Gli insetti e gli acari a disposizione rappresentano un sistema che può fornire risultati molto soddisfacenti. Se si considerano colture in serra a ciclo relativamente lungo come pomodoro, fragola ma anche colture floricole in vaso e da reciso si scelgono gli organismi utili perchè:

  • sono facili da applicare, sono sicuri per l’operatore, non portano a fenomeni di resistenza;
  • fanno sì che per i prodotti eduli non si debba rispettare un intervallo di sicurezza e non ci sia alcun rischio di fitotossicità per la coltura.

Per semplicità si elencano di seguito solo alcuni degli insetti ausiliari utilizzati in agricoltura. Quello degli insetti è un mondo interessante ed utile da approfondire per considerare un’alternativa “naturale” alla chimica convenzionale che inevitabilmente è destinata a diminuire.

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Tra gli insetti predatori di maggior interesse agronomico si ricorda la coccinella Adalia bipunctata, la coccinella che depone le uova in prossimità di colonie di afidi e le larve cominciano a nutrirsi di afidi vicini e di più piccole dimensioni.

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Gli insetti parassitoidi sono carnivori allo stadio larvale, allo stadio adulto si nutrono di sostanze zuccherine.

Tra gli insetti di questa categoria si ricorda la Vespa samurai (Trissolcus japonicus). Questo insetto è in grado di parassitizzare le uova di cimice asiatica (Halyomorpha Halys), un temutissimo insetto che sta producendo numerosi danni in Italia.

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Gli acari utili in agricoltura sono appartenenti per lo più alla famiglia dei fitoseidi. Gli acari utili si nutrono di insetti (afidi e cocciniglie) e di altri acari dannosi alle specie coltivate.

Phytoseiulus persimilis è un acaro fitoseide particolarmente vorace. Svolge un’azione molto specifica nei confronti del ragnetto rosso comune (Tetranychus urticae) su piante orticole ed ornamentali per cui va utilizzato solo in presenza di questo fitofago. Il ragnetto rosso si può riconoscere ad occhio come un puntino rosso sulla pagina inferiore delle foglie. In questo caso il controllo è sicuramente efficace poiché il ciclo vitale di entrambi è molto simile per cui il fitoseide è in grado di predare diversi “ragnetti” durante il suo ciclo.

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Amblyseius andersoni è un acaro fitoseide predatore generico con preferenza di acari. In assenza di questi può sopravvivere cibandosi sia di polline che di diversi microrganismi come uova e forme giovanili di mosca bianca oltre che di tripide.

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Orius laevigatus è un rincote predatore di tripidi. In tutti gli stadi si nutre di tripide ma gli Orius possono utilizzare come fonte di cibo anche altri insetti e polline. Stazionano volentieri sul fiore e riescono a vivere anche in assenza di prede.

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Nesidiocoris tenuis è un miride utilizzato nella difesa da Bemisia tabaci, piccola mosca bianca vettore di virus del pomodoro ed altre piante orticole, e da Tuta Absoluta, piccolo lepidottero che infesta le coltivazioni di solanacee soprattutto di pomodoro

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Chrysoperla carnea è un insetto Crisopide predatore allo stadio di larva. Le sue prede preferenziali sono gli afidi, ma grazie alla sua polifagia può predare anche cocciniglia, tripide, ragnetto (acari), mosca bianca (aleurodidi).

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I nematodi entomopatogeni sono dei piccoli organismi vermiformi non visibili ad occhio nudo che vivono nel terreno a spese di larve e insetti, possono essere un valido aiuto per contrastare insetti terricoli tipo Oziorrinco o larve di Tuta Absoluta. Le specie più importanti appartengono ai generi Heterorhabditis e Steinernema che si insediano nelle loro vittime attraverso le aperture del corpo o attraverso l’esoscheletro. All’interno dell’ospite il nematode rilascia dei microrganismi che moltiplicandosi provocano la morte dell’insetto in 24-72 ore.

È sempre necessario valutare l’effettiva necessità al lancio degli insetti utili. Una volta stabilita l’effettiva presenza del fitofago bisogna determinare il dosaggio ovvero la quantità di individui necessaria per combattere l’infestazione e programmare la tempistica dei lanci. È fondamentale a tal riguardo gestire anche eventuali trattamenti chimici garantendone la compatibilità con la presenza ed azione degli insetti.

Adottare metodi di lotta a basso impatto ambientale contro parassiti ed agenti patogeni vuol dire ridurre sensibilmente l’utilizzo di prodotti agrofarmaci e i loro residui nel cibo, creare un ambiente idoneo e più “sano” per l’operatore nonché mettere in pratica i valori della tutela ambientale.

Testo di Elisabetta Massi

Il Ciclamino: cure e curiosità su questa pianta invernale

Il Ciclamino: cure e curiosità su questo fiore invernale

I ciclamini,  sono piante straordinarie che portano una vivida esplosione di colore ai giardini e agli interni durante i mesi invernali. Queste piante eleganti sono ampiamente apprezzate per la loro bellezza unica, i fiori dai colori accesi e la relativa facilità di cura. In questo articolo, esploreremo la varietà dei ciclamini, i loro colori mozzafiato, le cure essenziali e i suggerimenti per mantenerli sani e vibranti.

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La Varietà di Colori dei Ciclamini

I ciclamini sono noti per la loro ricca gamma di colori, che li rende una scelta popolare per l’aggiunta di fascino invernale sia in giardino che in casa. Ecco alcuni dei colori più comuni:

Bianco: I ciclamini bianchi sono semplici ed eleganti, adatti per creare un ambiente sereno e raffinato.

Rosa: Le varietà rosa dei ciclamini aggiungono un tocco di romanticismo con tonalità che variano dal rosa pallido al rosa acceso.

Rosso: I ciclamini rossi sono audaci e vivaci, perfetti per attirare l’attenzione nel tuo spazio.

Viola: Queste varietà presentano sfumature di viola che aggiungono un tocco regale ai giardini invernali.

Misto: Alcuni ciclamini possono presentare fiori con colori misti, creando una variegata tavolozza di sfumature.

Caratteristiche e Posizionamento:

Nei climi temperati, i ciclamini sono considerati piante ibride. Durante la stagione estiva, che coincide con il periodo di riposo vegetativo, è consigliabile posizionarli all’aperto in luoghi parzialmente ombreggiati. In inverno, invece, prosperano al meglio all’interno della casa, in posizioni luminose e fresche. Durante le mezze stagioni, è possibile lasciarli all’aperto in posizioni semi-soleggiate.

Fioritura:

I ciclamini regalano la loro bellezza in un ampio arco temporale, da settembre a giugno.

Terreno e Irrigazione:

Per ottenere risultati soddisfacenti, è essenziale fornire loro un terreno leggero, ricco e ben drenato. Durante la stagione vegetativa, il substrato deve rimanere leggermente umido, ma durante la quiescenza invernale, è necessario mantenere il terreno asciutto.

Concimazione:

Durante il periodo vegetativo, una concimazione con un buon fertilizzante per piante fiorite è sufficiente per garantire una crescita sana e una fioritura abbondante.

Potatura:

Per mantenere i ciclamini in salute, è importante rimuovere regolarmente le foglie secche o malate.

Malattie e Parassiti:

I ciclamini sono sensibili alle malattie fungine causate da eccessi idrici, specialmente durante i mesi caldi. Pertanto, è fondamentale evitare ristagni d’acqua.

Curiosità: 

Le foglie dei Ciclamini della specie Chederifolium presentano disegni e venature uniche da una pianta all’altra. I Ciclamini sono piante tossiche e non dovrebbero mai essere utilizzati in cucina. Tutte le specie di Ciclamino sono protette e non devono essere raccolte dalla natura, ma lasciate nel loro habitat. I tuberi dei ciclamini, se lasciati indisturbati, tendono a ingrandirsi ogni anno, producendo fioriture più abbondanti in ogni stagione. Queste piante sono native del Mediterraneo centro-orientale e dell’Asia Minore, regioni caratterizzate da siccità estiva, quindi è importante rispettare il loro periodo di riposo in questa stagione.

Seguendo questi consigli e curiosità, potrai coltivare con successo i ciclamini e apprezzarne la bellezza durante gran parte dell’anno, contribuendo anche alla loro conservazione in natura.

Difesa delle Colture: Affrontare le avversità con la tecnologia e la prevenzione

Oggi ci immergiamo nel mondo cruciale della difesa delle colture agricole, un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza alimentare globale. Le avversità che minacciano le coltivazioni possono essere suddivise in due categorie principali: quelle abiotiche, legate a fattori ambientali e fisico-chimici, e quelle biotiche, causate da organismi viventi come insetti, acari, batteri, funghi e virus.

Le avversità che interessano le colture agrarie si suddividono in:

Avversità abiotiche o fisiopatie:

  • Fattori ambientali (alte o basse temperature, luminosità, piovosità, vento, grandine, caratteristiche fisico-chimiche del terreno);
  • Squilibri idrici;
  • Sostanze chimiche (errori nei trattamenti fitosanitari);
  • Squilibri nutrizionali (carenze od eccessi di concimazione)

Avversità biotiche:

  • Non parassitarie;
  • Parassitarie di origine animale (insetti, acari, nematodi, molluschi, animali superiori);
  • Parassitarie di origine microbiologica o vegetale (funghi, batteri, fitoplasmi);
  • Virus

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AVVERSITA’ ABIOTICHE

Appartengono a questo gruppo le cause di natura non parassitaria che creano uno squilibrio tra pianta e ambiente. Temperature troppo alte o troppo basse possono causare necrosi, appassimenti, cascole; la carenza di acqua nel terreno provoca avvizzimenti mentre eccesso idrico origina asfissie e marciumi radicali.

L’eccesso di umidità crea le condizioni che favoriscono gli attacchi di funghi patogeni della parte aerea delle piante, la grandine e il vento compromettono lo stato di salute delle piante.

Anche gli squilibri nutrizionali ovvero eccessi o carenze di elementi nutritivi influenzano lo stato di salute delle piante, così come l’utilizzo errato di prodotti fitosanitari (dosi errate o prodotti non autorizzati sulla coltura) possono essere responsabili di danni. Risulta molto importante intervenire con le migliori condizioni climatiche per non incorrere in fenomeni di ustione, come nel caso di trattamenti effettuati nelle ore più calde e con forte irraggiamento solare, che possono compromettere lo stato fisico ed estetico degli organi della pianta (foglie e fiori in particolare).

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AVVERSITA’ BIOTICHE

  • Avversità non parassitarie
  • Erbe infestanti o malerbe che si sviluppano con le piante coltivate ed entrano in competizione con esse per acqua, luce ed elementi nutritivi. La loro presenza può favorire la diffusione di parassiti dannosi oppure può essere una presenza positiva in quanto possono ospitare nemici naturali di organismi dannosi alle colture.
  • Avversità parassitarie
    • Parassiti animali
      • Insetti – possono attaccare tutte le parti della pianta e in base alla tipologia del loro apparato boccale possono causare diversi danni. Quelli ad apparato boccale masticatore (nottue, oziorrinco) asportano parti di foglie, frutti, radici. Quelli con apparato pungente-succhiante sottraggono linfa e provocano decolorazioni, suberificazioni (tripidi, cocciniglia) e possono essere vettori di virus (afidi, mosca bianca). Altri insetti sono dannosi nei loro stadi giovanili (larve) per cui è necessario conoscere la biologia dell’insetti per attuare una lotta efficace.
      • Acari – normalmente sono chiamati ragnetti e provocano sulle foglie decolorazioni, imbrunimenti e bronzature sui frutti e sulle foglie. Le specie che si nutrono di vegetali hanno l’apparato bloccale provvisto di uno stiletto (un tubicino adibito al passaggio di liquidi vegetali). Alcuni (acari eriofidi) sono responsabili della formazione di bollosità (galle) su foglie (Erinosi della vite).
      • Nematodi – i nematodi sono organismi vermiformi di piccolissime dimensioni. Vivono principalmente nel terreno attaccando l’apparato radicale delle piante causando galle e malformazioni, mentre sulla parte aerea si evidenzia uno stato di sofferenza generalizzata.
      • Molluschi: comprendono chiocciole (con guscio) e limacce (senza guscio). Vivono in ambiente umido e si nutrono di foglie e tessuti teneri.
      • Uccelli e piccoli roditori che si nutrono di semi, frutti e piantine appena germogliate. Arvicole e topi rodono bulbi, radici e la parte bassa delle piante.
  • Parassiti microbiologici o vegetali
    • Funghi – sono organismi microscopici che penetrano nei tessuti vegetali mediante dei filamenti detti ife. Possiedono organi di riproduzione (spore e conidi) che si disperdono nell’ambiente causando l’infezione nelle piante. Provocano la comparsa di macchie, imbrunimenti, marcescenze, avvizzimenti, deperimento della pianta.

Esempi di funghi sono: peronospora, oidio (mal bianco), botrite (muffa grigia), occhio di pavone.

  • Batteri – sono organismi unicellulari microscopici non visibili ad occhio nudo. Sono in grado di provocare disseccamenti, marciumi molli, necrosi, tumori, ostruzioni di vasi. Esempio di batteriosi diffusa è la rogna dell’olivo.
  • Fitoplasmi – anch’essi sono organismi unicellulari non visibili ad occhio nudo, trasmessi da insetti e responsabili di nanismo e deformazioni nelle piante. Esempio è la flavescenza dorata su vite.
  • Virus – sono parassiti in grado di vivere solo all’interno di un ospite penetrando nei tessuti vegetali attraverso ferite da potature, utilizzo di attrezzi contaminati, punture di insetti. Esempio è il virus a mosaico del pomodoro (TSWV), virus della tristezza degli agrumi (CTV).

Come si possono combattere le malattie delle piante?

 

Prodotti fitosanitari

Si definiscono prodotti fitosanitari i preparati contenenti una o più sostanze attive, destinate a proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi o a prevenirne gli effetti.

Sono prodotti fitosanitari anche quelli utilizzati per eliminare o controllare l’accrescimento delle piante infestanti.

I prodotti fitosanitari destinati ad un uso professionale, come ad esempio per il trattamento di colture agrarie, richiedono un patentino per l’acquisto e la distribuzione. I prodotti destinati ad un uso non professionale sono quelli utilizzati per il trattamento di piante ornamentali per uso domestico (fiori da balcone, da appartamento e da giardino domestico).

Da cosa è composto un prodotto fitosanitario?

Un prodotto fitosanitario è composto normalmente da quattro elementi:

  • Sostanza attiva – è una parte del prodotto fitosanitario che agisce nei confronti del parassita che si vuole controllare. Può essere costituito da un prodotto di sintesi o da microrganismi (funghi, batteri, virus).
  • Coadiuvante – sostanza che serve ad aumentare l’efficacia delle sostanze attive e a migliorarne la distribuzione (solventi, emulsionanti, bagnanti, adesivanti, antischiuma, antideriva).
  • Coformulante e sinergizzante – sostanze che aumentano la potenzialità della sostanza attiva.

I prodotti fitosanitari, in base all’attività che svolgono e alle modalità di azione, si suddividono in:

Fungicidi, insetticidi, acaricidi, erbicidi, nematocidi, fitoregolatori e repellenti.

Come agiscono gli agrofarmaci?

In base ai rapporti che si stabiliscono tra il prodotto e la pianta si distinguono:

  • Prodotti di copertura – si depositano sulla superficie del vegetale e non penetrano al suo interno;
  • Prodotti citotropici – penetrano superficialmente nei tessuti vegetali trattati;
  • Prodotti translaminari – penetrano più profondamente nei tessuti raggiungendo la lamina fogliare opposta a quella in cui è stato effettuato il trattamento;
  • Prodotti sistemici – assorbiti dalla pianta si muovono nel sistema linfatico ascendente e/o discendente

Come prevenire le malattie delle piante…

  • Attivatori delle difese naturali – stimolano la pianta a produrre sostanze naturali (es. fitoalessine) utili per la loro difesa. Gli induttori di resistenza sono prodotti con diversi principi attivi che consentono alle colture di proteggersi da diversi patogeni (peronospora, oidio, botrite).
  • Biostimolanti – sono sostanze non nutritive o microrganismi con la capacità di stimolare le diverse fasi fenologiche delle piante nonché preservare la loro salute. Promuovono la radicazione, la crescita vegetativa, l’induzione fiorale, la maturazione dei frutti. Altri aumentano la tolleranza agli stress, aiutano la pianta a nutrirsi meglio ed incrementano la qualità delle produzioni.

Non dimentichiamo che una pianta che sta bene si ammala più difficilmente!

I biostimolanti rappresentano la strada da percorrere da ora in poi, lo strumento per fornire soluzioni sostenibili e compatibili con le attuali pratiche agricole mirate ad avere un occhio di riguardo all’ambiente e all’economia stessa.

Articolo di Elisabetta Massi e Matteo Stefanelli

Cosa fiorisce a settembre? 10 piante per il tuo giardino

Con la fine di agosto, l’estate inizia a lasciarci alle spalle, cedendo il passo a un’atmosfera autunnale in arrivo. I giorni si accorciano e il clima inizia a mutare, portando con sé freschezza e nuove opportunità nel giardino. Il cambio di stagione non solo modifica il paesaggio esterno, ma anche le possibilità per la cura e la scelta delle piante da sistemare nel nostro spazio verde. L’autunno, con le sue tonalità calde e i suoi sfumature suggestive, ci offre l’opportunità di arricchire il giardino con una varietà di piante che fioriscono in modo caratteristico proprio in questa stagione di transizione.

Scopriamo insieme quali tesori botanici possiamo accogliere nel nostro giardino a settembre, per celebrare la bellezza mutevole della natura.

A settembre, diverse piante e fiori possono fiorire, a seconda del clima e delle condizioni specifiche della tua regione. Alcune delle piante e dei fiori comuni che possono fiorire a settembre includono:

  1. Aster
  2. Dalia
  3. Zinnia
  4. Crisantemo
  5. Salvia
  6. Cannas
  7. Gloriosa superba
  8. Campanelle (Campanula)
  9. Cosmea
  10. Crocosmia

Di seguito la spiegazione nel dettaglio di ogni pianta.

  1. Aster: Gli aster sono fiori perenni noti per la loro fioritura autunnale. Appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, questi fiori si presentano in una varietà di colori, tra cui bianco, rosa, blu, porpora e rosso. Gli aster sono spesso confusi con le margherite, ma si distinguono per la loro forma di petali più stretti e allungati. Crescono in cespugli compatti e variano in altezza da pochi centimetri fino a oltre un metro, a seconda della varietà. Gli aster sono ampiamente apprezzati per la loro resistenza e la capacità di aggiungere un tocco di colore ai giardini autunnali.
  2. Dalia: Le dalie sono piante ornamentali originarie del Messico e sono famose per i loro fiori grandi e vistosi che possono variare in forma e colore. Le varietà di dalie includono fiori a forma di pom-pom, a forma di cactus, a forma di stella e altro ancora. I colori delle dalie spaziano dal bianco al giallo, all’arancione, al rosa, al rosso e al viola. Queste piante possono raggiungere altezze considerevoli e sono spesso coltivate come annuali in climi più freddi.
  3. Zinnia: Le zinnie sono fiori annuali popolari per la loro varietà di colori accesi e la loro facilità di coltivazione. Sono disponibili in molte tonalità, tra cui rosso, arancione, rosa, giallo e bianco. Le zinnie possono essere sia alte che basse e sono amate per la loro capacità di attirare farfalle e api nei giardini.
  4. Crisantemo: I crisantemi sono fiori associati all’autunno e spesso associati alle festività come Halloween e il Giorno del Ringraziamento. Sono disponibili in una vasta gamma di colori e forme, dalle varietà a petali singoli a quelle a pompon. I crisantemi possono essere coltivati sia come piante annuali che perenni, a seconda delle varietà e delle condizioni climatiche.
  5. Salvia: Le salvia sono piante perenni con una varietà di fiori colorati e foglie profumate. Le varietà di salvia includono colori come blu, viola, rosa e rosso. Queste piante sono spesso apprezzate anche per il loro potenziale di attrarre uccelli e insetti utili nel giardino.
  6. Cannas: Le cannas sono piante dal fogliame ornamentale e dai fiori vistosi. Producono fiori simili a iris in colori come rosso, arancione, giallo e rosa. Le foglie delle cannas possono essere larghe e vistose, aggiungendo un interesse visivo al giardino anche quando non sono in fiore.
  7. Gloriosa superba: Questa pianta rampicante è conosciuta anche come Giglio di fuoco ed è famosa per i suoi fiori a forma di stella che possono variare dal rosso all’arancione al giallo. È una pianta esotica originaria dell’Africa e dell’Asia.
  8. Campanelle (Campanula): Le campanelle includono numerose varietà di piante fiorite con forme a campana. Possono essere alte o basse e fiorire in una gamma di colori. Sono apprezzate per la loro delicatezza e il loro aspetto incantevole.
  9. Cosmea: Questi fiori annuali producono corolle rosa o bianche e aggiungono una nota luminosa al giardino autunnale. Sono molto apprezzati per la loro facilità di coltivazione.
  10. Crocosmia: Queste piante producono fiori a forma di tromba in colori accesi, spesso in tonalità di arancio o rosso. Sono originarie dell’Africa e sono apprezzate per l’aspetto elegante dei loro fiori.

Ricorda che le condizioni climatiche e la zona di coltivazione possono influenzare la fioritura di queste piante, quindi è sempre meglio verificare le indicazioni specifiche per la tua area geografica.

Con Helix Australia in tour

Siamo ormai da anni partner di Helix Australia e pochi giorni fa siamo stati invitati al loro tour annuale dedicato ai coltivatori di waxflower in Sud Africa.
Oltre alla valutazione di nuovi ibridi di waxflower a fiore reciso, abbiamo potuto anche vedere i progressi della prova sulla gamma di forme di fiori in vaso di Helix Australia di Waxflower.
Di seguito la notizia completa.

https://www.floraldaily.com/article/9551959/helix-australia-s-annual-tour-to-waxflower-growers-in-south-africa/?utm_medium=email&fbclid=IwAR27kPzKw3wMTqJf7GSJaeFQukdQr0e-LcVnFLwfuRyvUyWQ3PIZcepALb0

Consigli per il giardinaggio estivo

L’estate è arrivata e il nostro giardino si sta preparando per mostrarsi in tutto il suo splendore! Ecco alcuni semplici consigli per prendersi cura delle nostre piante e dei fiori durante questa calda stagione.

  1. Idratazione intelligente:

    Durante l’estate, il sole e il caldo possono portare all’evaporazione dell’acqua nel terreno, lasciando le piante assetate. Per evitare stress idrico, è consigliabile innaffiare le piante al mattino presto o alla sera, quando la temperatura è più fresca e l’acqua può essere assorbita più efficacemente dalle radici.

  2. Piante resistenti al caldo:

    Per un giardino colorato anche d’estate, scegliete piante resistenti al caldo come Gerani, Petunie, Lavanda e Gazanie. Fioriranno ininterrottamente e illumineranno il vostro giardino con splendidi colori.

  3. Schermo solare:

    Il sole estivo può essere intenso, quindi proteggete le piante più delicate con ombrelloni o reti d’ombra. Trovate un’area ombreggiata per il vostro giardino, dove le piante possono trovare rifugio dal sole cocente.

  4. Fiori appassiti:

    Per mantenere il vostro giardino sempre bello, rimuovete i fiori appassiti regolarmente. Questo incoraggerà le piante a produrre nuovi fiori e prolungherà la fioritura.

  5. Nutrienti essenziali:

    In estate, le piante hanno bisogno di nutrimento extra per crescere rigogliose. Fornite loro un buon fertilizzante specifico per fiori e seguite le dosi consigliate.

  6. Lotta alle infestanti:

    Il caldo stimola anche la crescita delle infestanti. Rimuovetele manualmente o utilizzate pacciamature per impedire loro di prendere il sopravvento sulle vostre piante.

  7. Piante in vaso:

    Se avete piante in vaso, controllate regolarmente il terreno per assicurarvi che sia sufficientemente idratato. Le piante in vaso hanno bisogno di più acqua rispetto a quelle in terra.

  8. Attenzione ai parassiti:

    L’estate è la stagione dei parassiti. Ispezionate regolarmente le piante per individuare segni di infestazione e trattate tempestivamente con metodi biologici o naturali.

  9. Progetti creativi:

    Sperimentate con progetti fai-da-te nel giardino! Potete creare un orto verticale, un angolo dedicato alle erbe aromatiche o un giardino per farfalle e api. Lasciate libera la vostra creatività!

  10. Risparmio idrico:

    In periodi di siccità o con temperature particolarmente elevate, è importante adottare misure per il risparmio idrico nel giardino. Utilizzate metodi di irrigazione a goccia o a spruzzo per ridurre il consumo d’acqua e raccogliete l’acqua piovana per innaffiare le vostre piante. Inoltre, scegliete piante native o adattate al clima locale, che richiedono meno acqua per sopravvivere e fiorire.

Con questi semplici consigli, il vostro giardino fiorirà e vi regalerà momenti di gioia e serenità durante tutta l’estate. Ricordate di condividere con noi le vostre esperienze e i vostri successi nel giardinaggio estivo. Buon lavoro e buon divertimento nel vostro splendido giardino!

Il crisantemo reciso: tecniche e cure per la sua coltivazione

Il crisantemo reciso

I crisantemi a Luglio??? certo! Vediamo quando e come si coltivano

Non tutti sanno che il crisantemo reciso, simbolo del periodo della commemorazione dei defunti, ha una coltivazione lunga e particolare.

Trapianto e Sviluppo delle Piantine

Le talee radicate in cubetti di torba provenienti dai vivaisti vengono trapiantate nel mese di giugno su terreno preparato in “porche” e livellato, su cui viene solitamente posta una rete di plastica a maglie ancorata ad ognuna delle due estremità a quattro pali di legno ben piantati a terra. Le piantine vengono trapiantate in ogni foro della rete disponendole su due file parallele. La rete verrà sollevata a mano a mano che le piante cresceranno per tenerle ben separate ed impedire che si allettino quando avranno raggiunto altezze importanti.

Cure e Fertilizzazione

Dopo circa 7-10 giorni, ovvero quando viene superata la crisi da trapianto, le piantine vengono spuntate a 4-5 cm di altezza per eliminare la dominanza apicale, così da favorire l’emissione di due o tre germogli che porteranno a due-tre steli fiore a fine coltivazione. Nelle prime fasi di coltivazione, dopo l’attecchimento delle piantine, è necessario somministrare concimi a prevalenza azotata per favorire la crescita vegetativa. Si continua con concime a base di azoto e potassio per una crescita equilibrata, si favorisce la fioritura col fosforo e verso fine ciclo si somministra potassio che servirà per rendere il fiore più bello e di colore più intenso.

Gestione della Luce e dell’Ambiente

La particolarità del crisantemo è il suo essere una pianta brevidiurna ossia ha bisogno di meno ore di luce (10 ore) rispetto al buio (14 ore) per fiorire, per cui la pianta fiorisce quando la notte è più lunga del giorno. La coltivazione alle nostre latitudini avviene in estate per cui è necessario forzare le condizioni ambientali oscurando la coltura stendendo un telo plastico nero sia orizzontalmente che lateralmente, dalle ore 18 alle ore 8 della mattina successiva, da metà agosto circa a metà settembre.

Difesa dalla Malattie e Insetti

Il crisantemo è una pianta molto sensibile agli attacchi di funghi ed insetti patogeni per cui è doveroso effettuare trattamenti frequenti con prodotti agrofarmaci. Le malattie a cui bisogna fare particolarmente attenzione sono la fusariosi, la verticillosi e la ruggine bianca. Tutte e tre particolarmente aggressive per cui vanno prevenute in quanto si manifestano i sintomi quando è veramente difficile risolvere la situazione. Tra gli insetti in grado di generare danni estetici e fisiologici si ricorda lo “striscino”, la larva di una piccola mosca che scava delle gallerie nelle foglie, e il tripide delle serre che con le sue punture causa una crescita irregolare, deformazione delle gemme, decolorazioni e striature sui petali dei fiori, oltre a trasmettere pericolosi virus che porterebbero la pianta alla morte. Pericolosi anche gli acari (ragnetto rosso) per le decolorazioni caratteristiche su foglie e fiori e gli afidi (pidocchi) che, oltre a causare ingiallimenti e ritardi di crescita, producono melata favorendo la fumaggine (un fungo che si presenta come polverina nerastra sulle foglie) e deprezzando il fiore.

Regolazione della Fioritura

In prossimità della fase di formazione del bocciolo fiorale si dovrà programmare di utilizzare prodotti regolatori di crescita (nanizzanti o brachizzanti) in modo da avere una fioritura uniforme e far sì che la distanza tra le foglie immediatamente sotto al fiore ed il fiore stesso sia ridotta al minimo quasi a creare un calice che accoglie il fiore.

Conclusioni

Come si può notare la coltivazione del crisantemo non è per nulla semplice, richiede investimenti importanti sia per quanto riguarda le piantine sia per i fertilizzanti e i prodotti per la difesa per cui quando acquistiamo un crisantemo non ci lamentiamo per il prezzo troppo alto ma pensiamo al lavoro immane che c’è dietro questo fiore speciale.

Le tipologie di Crisantemo

A livello commerciale i Crisantemi vengono suddivisi in base alla tipologia di pianta/fiore che verrà prodotta e di conseguenza alle diverse pratiche utilizzate al fine di ottenerla. Sotto questo aspetto i Crisantemi sono suddivisi in:

  • Fiore Unico: laddove la produzione punta all’ottenimento di un minor numero di fiori per pianta ma di dimensioni più grandi; attraverso l’eliminazione dei bottoni fiorali indesiderati si ottiene un fiore per stelo.
  • Crisantemina o Spray: mantenendo più bottoni fiorali si ottiene una produzione di molti steli per pianta con un numero maggiore di fiori ma di dimensioni minori rispetto al fiore unico.
  • Santini o Micro: maggior numero di fiori per pianta rispetto agli Spray e di dimensioni ulteriormente minori.
  • Vaso Fiorito: composizioni simil spray allevate in vaso.

All’interno di questi quattro macrogruppi si possono trovare ulteriori suddivisioni in base all’aspetto strutturale del fiore:

  • Dalia: ricorda appunto il fiore della Dahlia, tuberosa perenne appartenente alla famiglia delle Ateraceae; in generale questa tipologia si trova esclusivamente nel gruppo del Fiore Unico ed è caratterizzata dall’avere il fiore di dimensioni notevoli rispetto a tutte le altre tipologie di Crisantemo. L’assortimento varietale consta di un’immensa variabilità di colori.
  • Deco o Decorativo: il fiore molto simile alla tipologia Dalia ma di dimensioni minori; può essere presente sia nel Fiore Unico che negli Spray e Vaso Fiorito. Anche in questo caso l’assortimento dei colori è molto vasto.
  • Pompom: tipologia di fiore comunemente molto associata al crisantemo; il fiore generalmente di colore bianco o giallo e di forma sferica ricorda appunto i “Pompom”. Fra le più comuni si ricordano le varietà “Ping Pong” e “Boris Becker”. Sono presenti in tutte le forme di Crisantemo, dai fiori unici ai vasi fioriti.
  • Palla: fiore che ricorda una dalia ma di forma sferica; anche in questo caso le dimensioni del fiore sono maggiori rispetto alle altre tipologie; le varietà più comuni sono di colore bianco e giallo, ma sono presenti anche Crisantemi a palla verde, rosa, arancio e violetto. La varietà più comune è il “Mayshoesmith”.
  • Spider: forma di Crisantemo molto particolare, la composizione strutturale del fiore ricorda appunto la forma di un ragno. È una tipologia di fiore molto ricercata e molto decorativa, che può ricoprire un mercato diverso rispetto a quello esclusivo per il periodo dei Santi.
  • Margherita e Anemone: forme legate alle tipologie Spray e Santini. Il nome di queste tipologie riconduce alla forma del fiore citato; gli pseudo-petali formano la struttura fiorale lasciando al centro il “bottone” che può assumere diverse colorazioni.

Articolo di Elisabetta Massi e Matteo Stefanelli

6 Piante anti-zanzara

6 piante anti-zanzara

Le zanzare possono essere fastidiose compagnie estive, disturbando le nostre serate all’aperto e rovinando momenti di relax. Fortunatamente, ci sono diverse piante che possono aiutare a tenere lontane queste fastidiose creature e renderci l’estate più piacevole.

Le zanzare sono fastidiose, è vero…ma è importante ricordare che svolgono un ruolo importante nell’ecosistema come fonte di cibo per altri animali. Quindi, mentre adottiamo misure per tenerle lontane, è anche essenziale promuovere un equilibrio naturale nell’ambiente circostante.

Quindi adottiamo metodi naturali, circodiamoci degli strumenti che la stessa natura ci dona per combattere questi piccoli insetti: le piante.

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Citronella

La pianta di citronella contiene oli essenziali, come il citronellolo e il geraniolo, che sono noti per le loro proprietà repellenti per gli insetti. Questi oli essenziali possono essere estratti dalle foglie della pianta e utilizzati in prodotti repellenti per zanzare come candele, oli o spray.

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Basilico

Il basilico è un’erba aromatica popolare in cucina, ma ha anche proprietà repellenti per le zanzare. Il basilico produce un odore distintivo grazie ai suoi oli essenziali, tra cui il linalolo e il citrale, che disturbano le zanzare e le tengono a distanza.

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Geranio Antizanzara

Comunemente usato per adornare balconi e giardini, ma non tutti i gerani respingono le zanzare, ma questo particolare tipo (formalmente noto come Pelargonium citrosum ). Le sue foglie profumano di citronella, limone, pino, pepe o menta che riescono a tenere lontane le fastidiose zanzare.

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Lavanda

La lavanda è una pianta ampiamente apprezzata per la sua bellezza e per il suo profumo rilassante e delicato, che può essere molto gradevole per noi, ma fastidioso per gli insetti. L’odore distintivo della lavanda è attribuito ai suoi oli essenziali, come il linalolo e il cineolo, che possono disturbare gli insetti e tenerli lontani.

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Eucaliptus gunii

L’eucalipto gunnii è un albero sempreverde originario dell’Australia e ampiamente coltivato in tutto il mondo. Oltre al suo aspetto attraente e alle sue proprietà aromatiche, è noto anche per le sue proprietà antizanzare. Produce oli essenziali, come il cineolo, che agiscono come repellenti sugli insetti, inclusi alcuni tipi di zanzare. Le foglie dell’albero rilasciano questi oli essenziali quando vengono strofinate o esposte al calore del sole. Coltivare l’eucalipto gunnii nel giardino o in vasi sul balcone o il terrazzo può aiutare a tenere lontane le zanzare, grazie all’aroma repellente che rilascia nell’aria circostante.

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Menta

Ampiamente apprezzata per il suo caratteristico aroma e sapore rinfrescante. Oltre alle sue qualità culinarie, la menta ha diverse proprietà benefiche per la salute. E’ considerata un repellente naturale, grazie al suo odoro pungente riesce ad allontanare le zanzare. Bastano poche gocce dei suoi olii essenziali sul corpo per tenere lontano gli insetti indesiderati.

Oltre alle piante antizanzare, ci sono altre misure preventive che si possono adottare per tenere lontane le zanzare. Evitare di accumulare acqua stagnante in giardino, come pozze d’acqua, secchi o vasi, poiché questi sono luoghi ideali per la deposizione delle uova delle zanzare. Utilizzare zanzariere o reti protettive sulle finestre e sulle porte può prevenire l’ingresso di zanzare all’interno della casa.

Ricorda sempre di considerare le condizioni ambientali e le tue specifiche esigenze. Ogni persona potrebbe reagire in modo diverso alle piante antizanzare e ai repellenti, quindi è importante sperimentare e trovare le soluzioni più adatte per te.

Inoltre, gli studi della NASA hanno dimostrato che le piante non solo migliorano la qualità dell’aria, ma hanno anche effetti positivi sulla salute e sul benessere delle persone. Le piante possono contribuire a ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire una maggiore produttività. La presenza di piante nelle case può anche aiutare ad aumentare l’umidità dell’aria, ridurre la polvere e fornire un senso di connessione con la natura.

In base a queste scoperte, molti esperti di design d’interni e ambientalisti incoraggiano l’uso di piante come parte integrante degli spazi domestici. L’aggiunta di piante in casa, in ufficio o in qualsiasi altro ambiente interno può contribuire a creare un ambiente più salutare, sostenibile ed esteticamente piacevole.

In conclusione, gli studi condotti dalla NASA hanno evidenziato il ruolo delle piante nella riduzione dell’inquinamento domestico e nell’aumento della qualità dell’aria. Scegliere le piante giuste può non solo migliorare l’aspetto degli spazi interni, ma anche contribuire a un ambiente più pulito e sano. Quindi, prendersi cura delle piante e integrarle nella nostra vita quotidiana è un passo importante verso la promozione della sostenibilità ambientale e del benessere individuale.

Le 5 piante che depurano l’aria

Le 5 piante che depurano l’aria

Le sostanze inquinanti nell’aria e nelle nostre case rappresentano una preoccupazione sempre crescente per la nostra salute e il benessere dell’ambiente in cui viviamo.

Nell’aria esterna, le fonti di inquinamento includono l’emissione di gas di scarico delle automobili, le centrali elettriche a combustibile fossile, le industrie e altre attività umane. Queste fonti rilasciano una serie di sostanze nocive, tra cui ossidi di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio e particolato sottile. Questi inquinanti atmosferici possono causare una serie di problemi di salute, come irritazione delle vie respiratorie, problemi cardiovascolari e persino danni ai polmoni a lungo termine.

Anche all’interno delle nostre case ci sono anche diverse fonti di inquinamento dell’aria. I prodotti chimici utilizzati per la pulizia domestica, i prodotti per la cura personale, come i deodoranti per ambienti e gli spray per capelli, possono rilasciare sostanze chimiche tossiche nell’aria che respiriamo. La presenza di moquette, vernici e prodotti di arredamento a base di formaldeide può contribuire all’accumulo di sostanze inquinanti. Inoltre, l’umidità e la scarsa ventilazione nelle case possono favorire la formazione di muffe, che possono rilasciare spore nocive nell’aria.

Per affrontare questo problemi ci vengono in soccorso, nel loro piccolo, le meravigliose piante d’appartamento.

La NASA, l’Agenzia Spaziale Americana, ha condotto studi approfonditi sulle piante e il loro potenziale nel migliorare la qualità dell’aria all’interno delle abitazioni. Questa ricerca ha dimostrato che alcune piante svolgono un ruolo significativo nella riduzione dell’inquinamento domestico e nell’incremento del benessere generale degli individui.
Le piante sono in grado di assorbire le sostanze chimiche nocive presenti nell’aria, nota come “fitodepurazione”. Questo processo avviene attraverso la fotosintesi, in cui le piante catturano la luce solare e assorbono anidride carbonica, rilasciando ossigeno come sottoprodotto. Tuttavia, oltre all’ossigeno, alcune piante sono in grado di assorbire anche altre sostanze inquinanti, come il formaldeide, il benzene, il tricloroetilene e l’ammoniaca.

Di seguito 5 esempi di piante con queste proprietà:

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Sansevieria Laurentii

Questa pianta ha la capacità di eliminare la formaldeide presente nell’aria. È consigliato collocarla nelle zone della casa più sature di prodotti chimici, come ad esempio in bagno.

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Ficus Benjamin

Questa pianta è in grado di contrastare il tricloroetilene e il benzene, solventi presenti nei prodotti per la pulizia della casa come gli smacchiatori.

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Aloe Vera

Oltre ad aiutare a contrastare la formaldeide e il benzene, l’Aloe Vera è anche utile in caso di scottature. Infatti, dalle sue foglie si estrae un gel molto efficace contro le ustioni.

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Dracaena Marginata

Questa pianta ci aiuta a contrastare lo xilene, contenuto nelle sigarette, così come il tricloroetilene e la formaldeide. I vapori emessi da questi solventi sono pericolosi per la salute.

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Anthurium Andreanum

Tra le piante d’appartamento più amate, l’Anthurium Andreanum aiuta a combattere la formaldeide, il toluene e lo xilene.

Inoltre, gli studi della NASA hanno dimostrato che le piante non solo migliorano la qualità dell’aria, ma hanno anche effetti positivi sulla salute e sul benessere delle persone. Le piante possono contribuire a ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire una maggiore produttività. La presenza di piante nelle case può anche aiutare ad aumentare l’umidità dell’aria, ridurre la polvere e fornire un senso di connessione con la natura.

In base a queste scoperte, molti esperti di design d’interni e ambientalisti incoraggiano l’uso di piante come parte integrante degli spazi domestici. L’aggiunta di piante in casa, in ufficio o in qualsiasi altro ambiente interno può contribuire a creare un ambiente più salutare, sostenibile ed esteticamente piacevole.

In conclusione, gli studi condotti dalla NASA hanno evidenziato il ruolo delle piante nella riduzione dell’inquinamento domestico e nell’aumento della qualità dell’aria. Scegliere le piante giuste può non solo migliorare l’aspetto degli spazi interni, ma anche contribuire a un ambiente più pulito e sano. Quindi, prendersi cura delle piante e integrarle nella nostra vita quotidiana è un passo importante verso la promozione della sostenibilità ambientale e del benessere individuale.

L’importanza dell’acqua per le piante da orto

L’importanza dell’acqua per le piante da orto

L’acqua gioca un ruolo cruciale per i vegetali e per tutti gli esseri viventi. Di tutte le risorse di cui la pianta ha bisogno, l’acqua è la più abbondante e limitante. Nei tessuti di piante in piena crescita il suo contenuto può superare il 90%.

La fotosintesi clorofilliana è alla base della vita!

Cos’è la fotosintesi clorofilliana?

È il processo chimico con cui le piante producono il loro nutrimento. La clorofilla è una sostanza della foglia che cattura l’energia del sole e la trasforma in energia chimica. Grazie alla luce solare l’anidride carbonica e l’acqua si trasformano in glucosio (linfa elaborata) ed ossigeno. Quest’ultimo viene liberato nell’aria mentre la pianta utilizza la linfa elaborata come fonte di nutrimento.

L’utilizzo più importante dell’acqua in agricoltura è l’irrigazione che costituisce la risorsa principale per produrre cibo.

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Tutte le funzioni vitali della pianta necessitano di acqua: fotosintesi, respirazione, accrescimento e moltiplicazione cellulare, assorbimento radicale, traslocazione e trasformazione degli elementi nutritivi.

Un’adeguata disponibilità di acqua è fondamentale alla pianta anche per impedire il surriscaldamento dei suoi tessuti. Infatti, tramite la traspirazione, le piante mantengono la temperatura al di sotto della quale le cellule morirebbero. Il livello critico varia da specie a specie, si parla di 32-34°C per pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo e zucchino. Quindi è fondamentale non far mancare acqua alle piante anche per impedire i danni da caldo.

L’acqua necessaria è quella sufficiente per bagnare il volume di terreno interessato dalla maggior parte delle radici. Ovviamente è difficile stabilire a priori quante volte irrigare e per quanto tempo.

Può dipendere da:

  • Tipo di terreno: più un terreno è argilloso e maggiore è la sua capacità idrica;
  • Temperatura dell’aria: più è caldo e più aumentano le perdite dal suolo (evaporazione) e dalla pianta (traspirazione);
  • Piovosità: aumenta le riserve idriche del terreno;
  • Ventosità: la presenza del vento aumenta le perdite d’acqua dal terreno e dalle foglie;

L’apparato radicale occupa soprattutto la parte più superficiale del terreno dove si trovano ossigeno, elementi nutritivi e microrganismi terricoli. Quando la pianta è piccola è quello superficiale lo strato esplorato dalle radici; a mano a mano che procede la crescita le radici possono raggiungere la profondità di 20-30 cm per cui l’irrigazione dovrebbe raggiungere quella profondità.

Detto questo è indispensabile mantenere l’idratazione del terreno il più a lungo possibile e cercare di reintegrare le perdite per evaporazione e traspirazione.

L’analisi visiva è quella che ci dà un valido aiuto nel rilevare eventuali sintomi di sofferenza delle piante per carenza idrica. Il colore più scuro della foglia, la curvatura a cucchiaio della lamina fogliare (fragola, zucchino, peperone, pomodoro), la posizione parallela anziché perpendicolare ai raggi solari delle foglie (fagiolo), lievi appassimenti (cetriolo, lattuga) sono sintomi dello stato di sofferenza della pianta.

Tutte le piante da orto hanno importanti esigenze idriche per essere produttive. Nelle prime fasi del loro sviluppo tutti gli ortaggi soffrono la scarsità d’acqua dopodiché alcune la tollerano meglio di altre. Ad esempio, cipolla, porro, cavolfiore, verza, radicchio sopportano la carenza di acqua meglio di lattuga, cetriolo, zucchino, peperone, patata.

Somministrando meno acqua rispetto al fabbisogno della pianta si possono avere delle alterazioni del metabolismo per cui:

  • Piante meno sviluppate con foglie ingiallite;
  • Fiori che cadono (es. pomodoro, melanzana, cetriolo)
  • Produzione accelerata di frutti che saranno più piccoli e con meno semi (es. peperone, fagiolo);
  • Ciclo produttivo più veloce e raggiungimento della maturazione fisiologica (che non coincide con quella commerciale);
  • Piante più sensibili agli stress biotici (dovuti a parassiti) ed abiotici (dovuti a condizioni climatiche);

Radici che degenerano e perdono la capacità di assorbire acqua.

Nel caso in cui il terreno manifesti una buona capacità drenante non c’è nessun problema: le radici delle piante dispongono di adeguate quantità di acqua ed ossigeno per cui l’acqua in eccesso viene allontanata per percolazione.

Se invece il terreno risulta compatto, in presenza di grandi quantità d’acqua questa tende a riempire gli spazi destinati all’aria con conseguente asfissia radicale ed impossibilità da parte delle radici di assolvere alla loro funzione principale di assorbimento.

A prescindere dalla tipologia di irrigazione (a pioggia, a goccia) che si intende adottare nel nostro orto la cosa importante è non fare mai mancare acqua di giorno ovvero nel periodo della giornata in cui ci sono le condizioni per lo svolgimento della fotosintesi e le perdite d’acqua per evaporazione.

Quindi:

  • Irrigazione serale o notturna: rende minime le perdite per evaporazione (di notte l’umidità dell’aria è maggiore rispetto al giorno). Meglio comunque evitare di irrigare a pioggia per impedire che la vegetazione resti bagnata tutta la notte e favorisca l’insorgenza di malattie fungine e batteriche che beneficiano di questa condizione.
  • Irrigazione di primo mattino: può essere prevista a pioggia visto che la bagnatura sulla vegetazione persisterà poco in seguito all’intensa evaporazione favorita dall’insolazione.
  • Irrigazione a giorno inoltrato (tarda mattinata, mezzogiorno, pomeriggio) è in ritardo rispetto alle esigenze della pianta (la scarsità di acqua di giorno diventa il fattore limitante della fotosintesi).

Non è consigliabile lasciar passare troppo tempo tra due bagnature successive, si potrebbe rischiare che il terreno si disidrati molto con conseguente stress idrico per le piante.

  • Su pomodoro è frequente, per quanto riguarda le varietà a frutto allungato o il tipo Cuore di bue, la fisiopatia (malattia di natura non parassitaria) del “marciume apicale”. Si presenta come un annerimento della parte apicale del frutto ed è imputabile ad uno squilibrio nutrizionale (carenza di calcio in particolare) associata ad una gestione errata dell’irrigazione. Anche in questo caso irrigare nel modo giusto, con costanza e senza eccessi può aiutare nella prevenzione di questa problematica, associando contestualmente concimazioni regolari a base di calcio durante la fase di produzione dei frutti.
  • Su certe varietà di pomodoro si riscontrano delle spaccature durante la maturazione del frutto quando, dopo la pioggia e il successivo periodo di carenza d’acqua, i frutti assorbono quantità di acqua tali da “gonfiare” velocemente lacerando la buccia. Successivamente la spaccatura viene cicatrizzata grazie alla produzione di uno strato di sughero.

A questo punto cosa si può fare?

La soluzione è sempre quella di mantenere una idratazione costante nel terreno con bagnature regolari e adeguate evitando di far trascorrere troppo tempo tra due irrigazioni successive.

Metodi per risparmiare acqua

L’acqua si sa è un bene prezioso per cui è meglio non sprecarla e garantirne un’adeguata gestione.

  • Quest’anno, a differenza di quello passato, abbiamo una buona disponibilità di acqua piovana, un bene gratuito che potremmo pensare di raccogliere in appositi contenitori per utilizzarlo proprio per l’irrigazione.
  • Un ottimo metodo per trattenere l’acqua, soprattutto nella stagione estiva, è l’utilizzo della pacciamatura, un metodo che prevede la copertura del terreno dove si semina o si trapianta con del materiale inerte tipo aghi di pino, segatura, corteccia, paglia oppure teli a maglie intrecciate affinché l’umidità venga trattenuta quanto più possibile.
  • L’aumento di humus nel terreno migliora la capacità di ritenzione idrica e rende meno necessari gli interventi irrigui. La fertilità del terreno si mantiene incorporando fertilizzanti capaci di produrre cospicue quantità di humus, tra questi si ricordano il letame, lo stallatico (miscele di letami disidratati e pellettati) e la pratica del sovescio ovvero l’interramento di materiali vegetali di particolari colture seminate e cresciute appositamente sul posto.

Articolo di Elisabetta Massi

Fonte:

BIBLIOGRAFIA

Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica

Colture Protette – Romano Tesi